Parte sabato 9 novembre all’istituto polacco di Roma la mostra con i quadri e i bozzetti di Józef Natanson, pittore surrealista che realizzò effetti speciali per più di 80 film, tra cui il Satyricon di Fellini.

Il mondo del cinema è un universo costellato da tantissime personalità e professionalità che spesso restano nell’ombra. Durante il secolo della settima arte si sono succedute molte manovalanze passate per lo più senza fare rumore né scalpore, e i più ricordano, al massimo, il nome dei registi, pensandoli come dei demiurghi da cui scaturisce il tutto. In alcuni casi è così, c’è un genio creatore che immagina il tutto e riesce a infondergli una vita che dura per decenni. Tuttavia, dietro lui o lei, c’è chi poi, quei sogni, li realizza davvero, ma in silenzio. È il caso di Józef Natanson, pittore polacco sconosciuto al grande pubblico, a cui sarà dedicata una mostra all’istituto polacco di Roma.

Chi era Józef Natanson

Natanson nasce a Cracovia nel 1909. Studia arte a Varsavia e Parigi. Combatte, poi, al fianco degli alleati durante la seconda guerra mondiale. A guerra conclusa lavora come pittore surrealista in Polonia fino al 1947, anno in cui viene chiamato a lavorare agli effetti speciali per il film Scarpette Rosse di Michael Powell ed Emeric Pressburger. Da lì parte la sua lunga carriera nel mondo del cinema, approdando in Italia per lavorare al fianco di registi come Fellini (per cui cura gli effetti di Toby Dammit, parte del film a episodi Tre passi nel delirio, oltre che agli sfondi del Satyricon), De Sica, Leone, Ferreri e molti altri. È morto proprio a Roma nel 2003 all’età di 94 anni.

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Uno dei lavori surrealisti di Natanson

La mostra su Józef Natanson e gli appuntamenti a Roma

Dopo anni, è l’istituto Polacco a restituirgli una giusta visibilità attraverso una mostra a lui dedicata e una rassegna dei film in cui ha lavorato. A palazzo Blumenstihl (via Vittoria Colonna 1) potremo, per la prima volta, ammirare i quadri del suo periodo surrealista, accanto ai bozzetti che hanno portato alla realizzazione di sfondi ed effetti per più di 80 film. La mostra apre sabato 9 novembre alle ore 11.

Già da venerdì, invece, alla casa del Cinema di villa Borghese si potrà assistere a una rassegna di tre film a cui il pittore ha lavorato. Si parte alle 16.30 con Casa Ricordi di Carmine Gallone, seguito da un documentario su Natanson Questo è il mio cielo di Wiktor Skrzynecki. A chiudere il primo giorno è Toby Dammit di Federico Fellini, parte del film a episodi Tre passi nel delirio. L’ultima pellicola in programma è Dillinger è morto di Marco Ferreri, dove Natanson ha curato la parte finale.

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Joseph Natanson al lavoro

Si chiude con un incontro con Victor Perez

Per concludere, il 20 novembre alle ore 18.30 all’istituto Polacco si terrà un incontro con Victor Perez, visual effects supervisor per film come Il ragazzo invisibile: seconda generazione ed Harry Potter e i doni della morte. L’artista approfondirà il lavoro di Natanson da un punto di vista più tecnico esplorando il matte painting, la pittura degli sfondi, in un percorso dall’analogico fino al digitale.

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