Inizia il countdown per le riprese di Kaos, in fase di pre produzione già da un pò di tempo ormai. Ecco le informazioni che sono arrivate finora. 

Secondo le parole di Charlie Covell – autrice di The End of the F***ing World – rilasciate a Radio Times nel lontano 2019, si penserebbe di creare una serie da 10 episodi ispirati non solo alla mitologia greca/romana, ma anche allo stravagante ed innovativo stile di Baz Luhrmann. 

Non solo, l’autrice ci avrebbe aggiunto anche un pizzico di atmosfera epica alla Game of Thrones “ma simile a The End of the F***ing World” in termini di humour,  colonna sonora e stile…”

Secondo il sito TV Fan Page, Kaos narrerebbe le vicende della mitologia classica con uno sguardo contemporaneo, in un mix di commedia, drama e fantasy tra epica e umorismo…. 

Alt! Ok, ricapitoliamo un secondo: Baz Luhrmann ,Game of Thrones, drama, fantasy, commedia…. Il titolo della serie sembrerebbe esprimere molto bene il genere di prodotto che Netflix intende distribuire…

Poseidone – Photo Source: www.dragonwagonradio.com

La piattaforma streaming – sempre secondo la fonte – avrebbe definito la serie “unica nel suo genere” e darebbe “un tocco moderno alla mitologia greca e romana, esplorando temi come le politiche di genere, il potere e la vita nei bassifondi.” 

Nella sua rivisitazione contemporanea, la Covell avrebbe intenzione di trasformare Zeus nel capostipite di una famiglia disfunzionale, senza però stravolgere del tutto l’autenticità dei poemi epici. 

Le riprese dell’episodio pilota sarebbero previste per giugno 2020 – Covid-19 permettendo – e la serie dovrebbe essere distribuita nel 2021. Produttori esecutivi sono Nina Lederman(“Will & Grace”), Tanya Seghatchian (Harry Potter) e John Woodward, mentre le case di produzione coinvolte sono Brightstar e All3Media.

Kaos: polemiche

Ci sono state polemiche riguardo al titolo, scritto – per renderlo più accessibile al comprendonio del pubblico – KAOS invece che ΧΑΟΣ. 

Per carità, le rivisitazioni sono sempre ben gradite specialmente se queste si basano sui grandi classici e/o tragedie greche, purtroppo però molti amanti dell’epica non hanno visto di buon occhio questa scelta di marketing e alcuni scettici dicono di avvertire già nell’aria un forte odore di Burger King… 

Si capisce che è un prodotto destinato alla massa ma lo si potrebbe rendere accessibile pur preservandone l’autenticità? 

In questo caso mi vengono in mente le parole che disse Gino D’Acampo durante una puntata di This Morning: “Che schifo! Cioè tu hai preso una ricetta che mia nonna ha fatto 30 anni fa e ci vai a mettere u c***o de sour cream sopra?” 

Come dargli torto? 

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