Cinema

Ken Loach: tanti anni di cinema di denuncia!

Ken Loach è un regista, attivista e politico inglese, nato il 17 giugno 1936 a Nuneaton, contea del Warwickshire. Loach è nato da una famiglia di operai con padre elettricista. L’esperienza familiare è stato il motivo tematico e di ripresa nel suo modo di guardare al mondo del cinema. La regia di Ken Loach non ha grandi pretese stilistiche. Quello che interessa veramente il regista britannico, è evocare la verità.
Quando pensiamo a Ken Loach ci sono diverse pellicole che possiamo rievocare: Riff Raff, Il Vento che Accarezza l’Erba, Piovono Pietre, Lady Bird Lady Bird, Io, Daniel Blake e il suo ultimo lavoro: Sorry We Missed You.

Una vita segnata dalla lotta politica per il sociale

Ken Loach è stato esponente della Hard Left, cioè del Partito Laburista. E’ stato un membro attivo del Partito del Rispetto (Respect), un partito di sinistra fondato all’incirca nel 2004 a Londra. Ha supportato la Coalizione Sindacalista e Socialista durante le elezioni per l’Assemblea di Londra (2012) ed è stato tra i principali fondatori e motivatori del partito di sinistra radicale “Left Unit”. Loach ha dedicato e continua a dedicare la sua vita al mondo politico e socio-culturale. Il suo cinema è asciutto e lineare perchè ciò che vuole fare è continuare a dirigere opere filmiche di denuncia verso un sistema eccessivamente globalizzato, capitalista e con governi di destra che prendono piede progressivamente in tutto il mondo.

Sorry We Missed You: ritrovare se stessi nelle emozioni dei personaggi

L’ultima fatica registica, Sorry We missed you, è un chiaro messaggio di rivolta ad un sistema che secondo il regista ci porterà non solo ancora di più alla povertà, costretti a racimolare denaro con i lavori più disparati, ma obbligati a vivere in tempi stretti durante i quali ciò che conta è l’efficacia della nostra operatività. Così il registra ha denunciato con chiarezza e verosimiglianza la società di oggi e del futuro, un mondo pronto a mettere da parte la famiglia, l’amore, la propria salute, pur di avere l’impressione di essere un lavoratore. E’ stato interessante vedere la realtà dei trasportatori freelance e delle assistenti domiciliari per gli anziani e i disabili. E’ un cinema difficile, ma qualcuno doveva pur farlo!

Ken Loach
Scena del film “Sorry We Missed You” di Ken Loach: photo credits: web

Loach continua da anni a fotografare spaccati di vita reali grazie al racconto di storie essenziali, in cui gli attori spesso sono solo persone che si lasciano andare alla verità, alla concretezza. Il suo talento risiede nell’immediatezza. Ogni suo lavoro cinematografico, è un duro pugno allo stomaco che vale la pena vedere. Ken ci costringe a riflettere su quello che stiamo vivendo ma soprattutto a porci delle domande per cambiare qualcosa.

La povertà, come ha affermato lui stesso, costringe al rigore. Lo stesso rigore che ha cercato di documentare inizialmente attraverso il mondo televisivo. Le sue produzioni filmiche per la tv hanno cercato sin da subito di porsi sullo stesso piano delle trasmissioni di attualità dell’epoca come anche il telegiornale. Ken Loach si è contraddistinto per un modello aderente alla realtà, un punto di vista decisamente alternativo e controcorrente nel mondo della settima arte.

Riff Raff: cinque settimane di ripresa in un cantiere vero di Tottenham a Londra

Impossibile non ricordare l’allegoria di uomini e topi nel cult Riff Raff; la storia di Stevie, un giovane ragazzo che viene preso al lavoro per un cantiere dove non ci sono le strutture igieniche basilare e l’ambiente è ogni giorno sempre più rischioso.
Riff Raff è la “gentaglia”, il disprezzo da parte delle classi più abbienti, quelle medio borghese, ben pensanti che guardano agli individui come il personaggio di Stevie, in modo denigratorio. Riff Raff filma milioni di senza tetto e milioni di disoccupati. Sono gli anni del governo conservatore di Margareth Thatcher e quello che mostra sono gli effetti politici sulla classe operaia.

Ken Loach
Scena del Film Riff Raff di Ken Loach-Photo credits: web

Lady Bird, Lady Bird, Fly Away home, your house is on fire and your children are gone

Nel 1994 Ken Loach dirige un film sul tema degli affidamenti minorili e il lavoro dei servizi sociali. L’idea nasce da una lettera che descriveva la vita di una donna alla quale erano stati portati via i figli. Loach che come sempre aveva a cuore i problemi sociali, ne farà un film. Lady Bird, Lady Bird, è infatti la storia di Maggie, madre di 4 figli con 4 uomini diversi segnata dai pregiudizi di un sistema spesso incoerente che toglie figli ad oltranza oppure li abbandona alla loro triste esperienza in famiglie disfunzionali.

Ci appassioniamo alla vita di Maggie e grazie alla verosimiglianza con la quale il regista racconta il dramma di una madre che non potrà mai più vivere la maternità, restiamo colpiti da una vicenda che ha dell’inverosimile. La dote di Ken Loach risiede proprio in questo e non smette di colpirci per la passione con la quale fotografa spaccati di vita quotidiana. Speriamo di vedere nuovi capolavori, certi di rimanere sempre piacevolmente sconvolti da tanta verità.

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Silvia Pompi

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