Dopo la cancellazione del tradizionale concerto della vigilia di Natale al Kennedy Center altri due artisti hanno annullato le loro esibizioni, in seguito all’aggiunta del nome di Donald Trump nella storica venue.

Il nome del tycoon è stato aggiunto al centro il 19 dicembre, dopo che la Casa Bianca ha annunciato che il consiglio di amministrazione del Kennedy Center aveva deciso all’unanimità di rinominare la sede “The Donald J. Trump and The John F. Kennedy Memorial Center for the Performing Arts”. A seguito di questo cambio, Chuck Redd ha improvvisamente annullato il suo concerto della vigilia di Natale per protesta, con il presidente ambasciatore Richard Grenell che annunciava la richiesta al di un risarcimento danni al musicista jazz pari ad 1 milione di dollari. In una lettera del 26 dicembre l’ambassador del centro ha scritto al jazzista: “La vostra decisione di ritirarvi all’ultimo momento , esplicitamente in risposta al recente cambio di nome del Centro, che onora gli straordinari sforzi del Presidente Trump per salvare questo tesoro nazionale, è una classica intolleranza e molto costosa per un’istituzione artistica senza scopo di lucro.”

Kennedy Center, le conseguenze sull’attività live dopo l’inserimento di Trump

I The Cookers, noto gruppo jazz composto da sette elementi, hanno annullato due esibizioni di Capodanno. L’annuncio è arrivato con un comunicato pubblicato il 29 dicembre: “Il jazz è nato dalla lotta e da un’incessante insistenza sulla libertà: libertà di pensiero, di espressione e di piena voce umana.” Il batterista del band, Billy Hart, ha dichiarato sulle pagine del New York Times che il cambio di nome di Trump ha evidentemente influenzato la decisione dei Cookers di ritirarsi. Anche la compagnia di danza newyorkese Doug Varone and Dancers ha annullato due dei suoi spettacoli previsti per aprile. Gli spettacoli dovevano coincidere con il Quarantesimo anniversario della compagnia. Varone ha dichiarato al quotidiano newyorkese che abbandonando gli studi avrebbero perso 40.000 dollari. Ha scritto della decisione in una e-mail: “È finanziariamente devastante ma moralmente esaltante.”

A seguito di quanto accaduto sono arrivate le parole del presidente ambasciatore del centro culturale:“Gli artisti che ora stanno cancellando gli spettacoli sono stati prenotati dalla precedente dirigenza di estrema sinistraLe loro azioni dimostrano che il team precedente era più preoccupato di ingaggiare attivisti politici di estrema sinistra piuttosto che artisti disposti a esibirsi per tutti, indipendentemente dalle loro convinzioni politiche. Boicottare le arti per dimostrare il proprio sostegno è una forma di sindrome da squilibrio.”