Cinema

Kevin Spacey: luce ed oscurità di un talento

Pensare a Kevin Spacey e scrivere un articolo che parli di lui esclusivamente su alcuni piani, è diventato estremamente complesso e fraintendibile. Kevin Spacey è un attore dal grande talento artistico. Una capacità espressiva e comunicativa sui generis che lo ha consacrato sin dai tempi di cult come American Beauty e I Soliti Sospetti. quando si pensa a quest’uomo, vengono in mente i suoi occhi profondi, teneri e allo stesso tempo carichi di cripticità. Un volto infantile che solo il tempo ha reso adulto. Un sorriso cripitico e timido, pieno di pensieri inespressi forse.

Kevin Sapcey ospite al David Letterman Show

Spacey non ha mai perso un colpo nel mondo di Hollywood ed anche sul piccolo schermo ha celebrato il suo successo grazie ad House of Cards. Oggi l’attore compie gli anni e noi non possiamo che ricordare anche la bellezza che lo ha caratterizzato, malgrado la sua innegabile oscurità.

Come nasce un talento?

Kevin Spacey nasce nel New Jersey nel 1959 da una mamma segretaria ed amorevole a ci è molto legato e un padre difficile tecnico per una delle più grandi industrie aerospaziali dell’epoca, la Lockheed Corporation. Questo è ciò che si racconta ma diverse indiscrezioni sui social aggiungono anche che il padre fosse un uomo violento e il più delle volte disoccupato. Stando ad alcune dichiarazioni rilasciate dal fratello maggiore di Kevin, Randall, il padre della famiglia Spacey, era iscritto al partito nazista. Papà Spacey cercava di somigliare ad Adolf Hitler imitandone la pettinatura e i baffi allo stesso modo. Kevin è il più piccolo di tre figli e anche il più insofferente e vivace della famiglia.

un giovane arrabbiato e molto timido, pensavo di non avere nulla da offrire e quindi tenevo la bocca chiusa. I compagni di classe mi prendevano in giro perché stavo al mio posto, in silenzio, sperando che andasse tutto bene. Erano soliti chiamarmi ‘Moody’”.

Il piccolo Kevin combina alcune malefatte. Picchia un compagno di scuola e da come si racconta in diversi magazine del web, manda a fuoco persino la casa sull’albero, di sua sorella. I genitori decidono di iscriverlo in una nuova scuola, dove Spacey incontrerà due futuri colleghi sul set: Val Kilmer e l’attrice americana Mare Winnigham.

Kevin Spacey
Kevin Spacey in “I Soliti Sospetti”, cult movie diretto da Bryan Singer-photo credits: web

Kevin Spacey coltiva sin da subito due passioni, quella per la boxe e per la recitazione, a sarà proprio l’amico Kilmer a esortarlo ad avvicinarsi alla Juilliard School a New York. Spacey alterna da sempre teatro e cinema, tentando la fortuna a Broadway e solo successivamente nel dramma teatrale storico di Shakespeare: Enrico IV del produttore teatrale e regista americano, Joseph Papp.

La mia vita era stata molto triste finché non ho conosciuto il teatro e ho trovato un posto dove improvvisamente ho pensato ‘wow! qui posso essere me stesso. Era un tipo di ambiente diverso da quello in cui ero abituato a vivere. Avevo 14 o 15 anni e, dopo essermi trasferito di città in città per tutta la vita ho scoperto improvvisamente Tennessee Williams, Eugene O’Neill e William Shakespeare; avevo finalmente trovato qualcuno che scriveva di famiglia, di cose che avevo vissuto. Fu emozionante ed eccitante poterne parlare con mio padre, da sempre grande appassionato di letteratura e drammaturgia”.

La consacrazione nel mondo del cinema arriva nel 1996 quando vince l’Oscar come miglior attore non protagonista nel cult thriller movie “I Soliti Sospetti“, per l’interpretazione di Roger Verbal Kint, diretto da Bryan Singer. Torna sul grande schermo, sempre diretto da Singer anche nel ruolo del villain Lex Luthor per Superman Returns.

Kevin Spacey
Kevin Spacey protagonista nel cult American Beauty-photo credits: web

Nel 2000 segue l’Oscar come miglior attore protagonista in un film che forse più di tutti l’ha consacrato in tutto il mondo: American Beauty. Durante la cerimonia l’attore viene acclamato per aver dedicato il suo premio al suo amico ed ispiratore continuo nel mondo della settima arte, ossia Jack Lemmon. Kevin non si ferma mai, tenta anche di lavorare dietro la macchina da presa e fonda persino una sua personale casa di produzione cinematografica che chiama “Trigger Street Production“.

House Of Cards: caccia o sarai cacciato

Dal 2013 al 2017 Kevin Spacey diviene protagonista e produttore della nota serie televisiva targata Netflix: House Of Cards- Gli Intrighi del Potere, in cui lavora al fianco di David Fincher, produttore della serie e regista dei primi due episodi. House of Cards è la prima vera produzione originale Netflix, remake di una piccola miniserie britannica del 1990. Spacey recita i panni di Frank Underwood, politico molto cinico, spietato, tiranno e di grande successo, pronto a tutto pur di scalare le vette del potere gerarchico del governo degli States of America.

Kevin Spacey
L’attore premio Oscar nel suo ruolo protagonista per House of Cards-photo credits: web

Spacey presta il suo volto in Motion capture, anche nel celebre video gioco Call of Duty: Advanced Warfare nei panni del personaggio Jonathan Irons. Nel 2016 torna ad interpretare grandi ruoli al cinema con Tutti i soldi del Mondo, thriller storico diretto da Ridley Scott. Nel 2017 Spacey è il boss DOC, nel cult Baby Driver,-Il genio della fuga. Action movie diretto da Edgar Wright con Ansel Elgort, Jon Hamm, Lily James e Jamie Foxx.

“Dopotutto, non siamo niente di più di quello che scegliamo di rivelare”

Il 29 ottobre 2017 le luci dei riflettori per Kevin Spacey sembrano spegnersi per sempre. L’attore finisce accusato di molestie sessuali in seguito alla rivelazione di Anthony Rapp e successivamente anche di diversi uomini e donne tra cui Linda Culkin. Le accuse arrivano anche da un massaggiatore che aveva accusato l’attore nel 2016. Tra gli altri lo scrittore ed ex marito della principessa Marta Luisa di Norvergia.

Spacey fa coming out e dichiara apertamente la sua omosessualità, chiedendo scusa a Rapp. Successivamente riceve ben otto accuse dai suoi stessi colleghi sul set della serie Netflix. Il figlio dell’attore Richard Dreyfuss e Heather Unruh lo accusano di molestie durante il lavoro di direzione presso l’Old Vic Theatre di Londra. Kevin Spacey da questo momento si chiude a vita privata e dichiara di farsi curare per la sua dipendenza dal sesso.

Kevin Spacey
L’attore Kevin Spacey davanti al celebre Old Vic Theatre in cui ha lavorato spesso-photo credits : web

Il caso Kevin Spacey e molestie, diviene controverso e tuttora mantiene un alone di inesorabile inquietudine rispetto agli accadimenti che hanno visto in seguito coinvolti gli stessi accusatori delle molestie. Nel dicembre 2018 l’attore ha caricato un video misterioso sul suo profilo youtube “Let me be Frank“, Spacey interpreta il protagonista della serie House of Cards. L’attore usa il personaggio per descrivere il suo stato d’animo. Dopo il primo video caricato sono accadute cose piuttosto strane.

Linda Culkin muore in un incidente stradale nel 2019, il massaggiatore decide di ritirare le accuse per la scomparsa del testimone querelante ed è morto anche lui nel 2019 a soli 21 anni per cause ancora non note. Infine anche lo scrittore ha deciso di togliersi la vita il giorno di natale.

Mistero o inquietudine ci sono storie che non potremmo mai conoscere nella loro chiarezza. Distinguere un personaggio ed attore di indubbio talento come identità di spettacolo da quello che è nella sua vita privata è del resto un tema complesso e che continua a ripetersi storicamente da sempre. Si può scindere la professionalità dall’identità? l’identità è essa stessa la stessa sostanza? cosa è giusto e cosa non lo è in tal senso? difficile darne una risposta secca sul momento.

Kevin Spacey è un attore di fama mondiale, sarebbe sbagliato non ricordarlo come tale. Sarebbe anche sbagliato dimenticare che si tratta anche di una personalità fragile, difficile, inquieta, un uomo bambino che si è educato alla fragilità data da una famiglia probabilmente disfunzionale e limitante. Sono le fragilità a rendere unici gli uomini con i loro pro e contro, forse questo è il prezzo da pagare dopotutto. Resta a noi giudicare e saper vedere o riconoscere gli orizzonti degli altri. Resta a chi sa del resto, affrontare la tempesta e forse curare le ferite.

Speriamo in notizie migliori ed un futuro migliore nel mondo fuori e dentro lo Star System americano, da sempre un sistema ipocrita e moralista.

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Silvia Pompi

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