L’Assemblea Popolare Suprema, il parlamento della Corea del Nord, ha riconfermato il dittatore Kim Jong-un nel ruolo di presidente della Commissione per gli Affari di Stato. Il voto, naturalmente, era una pura formalità: gli stessi 687 deputati sono stati rinnovati lo scorso 15 marzo ma, in ogni circoscrizione, alle elezioni si è presentato un solo candidato, ovvero quello del Partito del Lavoro.

Di fatto, dunque, l’Assemblea non ha alcun potere, e i votanti non hanno la possibilità di scegliere in una lista di alternative: il loro unico compito è, almeno in teoria, approvare o disapprovare l’unico candidato proposto per il distretto elettorale in cui vivono. In pratica, però, nessuno disapprova e non ci sono astenuti, perché è vietato.

Chi è Kim Jong-un e come funzionano le elezioni in Corea del Nord

Nonostante le elezioni siano una farsa, ci sono diverse regole da rispettare. I cittadini sono tenuti a presentarsi di buon’ora ai seggi, in segno di lealtà verso il regime, e ben vestiti bene perché quello del voto è considerato un giorno di festa. Le strade della capitale Pyongyang vengono decorate, e il governo organizza parate e manifestazioni, con tanto di bande musicali.

Ogni cittadino avente diritto riceve una scheda su cui è indicato il nome del proprio candidato. Non occorre scrivere nulla o fare dei segni: basta inserire la scheda all’interno di un’urna, davanti a tutti. In teoria, ci sarebbe anche la possibilità di votare in privato, in un’urna appartata, ma scegliere questa opzione desta sospetti. Fare una croce sul nome dell’unico candidato, inoltre, fa quasi sempre finire l’elettore sulle liste di proscrizione della polizia segreta. Poiché votare è obbligatorio, le elezioni fungono anche da censimento, in modo da individuare gli eventuali fuggitivi.

Kim Jong-un è il nipote del primo leader del Paese, Kim Il Sung, deceduto nel 1994. È al potere dal 2011, quando è succeduto al padre Kim Jong Il. Nonostante sia lui, nel concreto, a governare, formalmente suo nonno è ancora in carica come presidente eterno, mentre il padre, morto anche lui, è ancora il segretario eterno del Partito del Lavoro di Corea. In questo conteato, la presidenza della Commissione per gli Affari di Stato resta però la carica principale nel regime.

Federica Checchia