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‘Kiyv Independent’: la storia del nuovo giornale indipendente ucraino

Kiyv Independent, un nuovo progetto editoriale che si sta imponendo piano piano come fonte di informazioni nella delicata situazione dell’Ucraina. Libero dal controllo dei grandi gruppi editoriali e dalle pressioni di oligarchi, questo nuovo media, nato appena tre mesi fa, si sta conquistando il suo posto.

L’affermazione in poco tempo

Comprendere quello che sta accadendo in Ucraina è spesso complicato: notizie frammentate, spesso diverse tra loro, non forniscono un quadro completo della situazione. In un contesto così incerto, sono fondamentali le notizie che giungono fino a noi dagli inviati e dai giornali locali del posto.
Fra i media ucraini, chi sta facendo un grande lavoro per la sua presenza sul territorio e affidabilità delle informazioni è il Kyiv Independent.
Il suo impatto è cresciuto moltissimo nell’arco di poco tempo. Ritenuto una delle fonti più attendibili e consultate non solo dagli (ora) numerosi followers, ma anche da famosi giornali. E’ stato citato, ad esempio, dal Guardian all’estero, ma anche da Repubblica e Corriere della Sera in Italia.

La storia del ‘Kiyv Independent’

La storia del Kiyv Independent, inizia l’8 novembre 2021 con la discussa chiusura di un giornale, il Kyiv Post. Questo era il più antico quotidiano ucraino in lingua inglese, che dal 1995 era riuscito a sopravvivere a diverse battaglie legali messe in moto dagli oligarchi. Ma il suo editore, Adnan Kivanun, imprenditore ucraino, opta per la chiusura dopo un conflitto interno con la redazione.
I giornalisti licenziati, con un post su Facebook, dichiarano che si tratta di un tentativo di violare l’indipendenza editoriale, e, in seguito, alcuni di loro avviano subito un nuovo giornale: il Kyiv Independent, appunto.
Lo scopo del progetto è offrire uno spiraglio per il giornalismo indipendente in Ucraina.
Alla guida del giornale adesso c’è Olga Rudenko, 32enne ex vice-direttrice del Kiyv Post, dove ha lavorato per 10 anni.

La redazione del ‘Kiyv Independent’

Sono circa 30 le persone che lavorano in redazione, tra giornalisti, editor, fotografi, videomaker, dirigenti e addetti al marketing. E tra difficoltà economica e rischi legati alla guerra, il progetto continua.
Sin dalla sua fondazione infatti, il giornale non aveva in mente di essere posseduto e finanziato da un editore: doveva rimanere indipendente. E’ stato creato grazie a una sovvenzione di emergenza europea e, allo stato attuale, si sostiene solo grazie al contributo dei lettori. Per farlo ha aperto due campagne per la raccolta fondi, su Patreon e GoFundMe, dove, negli ultimi tempi, le donazioni sono accresciute.
La direttrice Olga Rudenko riporta la difficile situazione nella quale è il giornale al momento.
«La maggior parte di noi è sul posto a Kyiv a lavorare per fornirvi le ultime notizie. È estremamente stressante. Nessuno sa dove sia sicuro stare o se e dove ci saranno altri attacchi».

Beatrice D’Uffizi

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