Cultura

Krishna e le sue radici nell’Induismo

Krishna è una delle divinità più importanti nella religione indiana e la sua influenza rimane presente anche ai giorni d’oggi. Nella tradizione induista questa figura è definita come un avatara del dio Visnu, ossia una manifestazione del dio supremo sotto sembianze umane. Secondo le fonti Krishna nacque il 20 luglio del 3227 a. C. e le sue gesta cominciano ad essere raccolte nel testo del Mahābhārata, a partire dal V secolo a.C.

Il dio viene raffigurato con un colorito della pelle bluastro, segno secondo la cultura indiana del suo lignaggio divino. Sulla testa porta una corona adornata di piume di pavone, simbolo di rinascita che rimanda alla divinità Garuda. Conosciuto anche come pastore delle mucche, infatti è accompagnato da un flauto e bovino accanto, animale sacro che rappresenta la prosperità.

Krishna-photo credits: Pinterest
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Analogie tra Krishna, religione cristiana e mitologia greca

Nella sua storia sono numerosi i parallelismi ad altre religioni e miti, sopratutto quella cristiana. Concepito senza atto sessuale, Krishna viene allevato da una famiglia di pastori. Egli viene cresciuto in incognito per essere protetto dalla furia del re Kaṃsa, suo zio. Secondo una profezia il re sarebbe caduto per mano dell’ottavo figlio di sua sorella, e questi era Krishna. Il sovrano Kaṃsa tenta di uccidere il dio ancora in fasce inviando Pūtanā, demone dall’aspetto di una nutrice il cui latte avvelena i neonati. Ma il dio è immune al veleno, e finisce col consumare il corpo di Pūtanā.

Krishna-photo credits: Pinterest
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Un’altra delle gesta di Krishna è quella della terra di Vrindavana. Il dio sollevò una collina per fare da ombrello agli abitanti e proteggerli dalla terribile tempesta che vi si era abbattuta, mantenendola sospesa per sette giorni. A seguito di questo episodio questa divinità venne soprannominata “Govinda“, ossia protettore della terra e del bestiame. La morte di Krishna invece presenta una chiara somiglianza col mito di Achille. Il dio infatti perde la vita per mano di una freccia che gli trapassa il tallone.

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