Si chiama blush blindness: il blush non è mai abbastanza. Succede per i capelli biondi, e in generale i social la percepiscono per tantissimi prodotti (come l’overline per le labbra, o per l’illuminante). Anche per il blush è facile cadere in questa “trappola”, e tra le artiste che lo hanno reso più celebre c’è proprio Sabrina Carpenter, diventata una vera e propria icona di stile, oltre ad aver scalato le classifiche e registrato successi musicali mondiali.

Blush blindness: la paura che il blush non sia mai abbastanza

Ma di cosa si tratta esattamente? È la sensazione che il blush non sia mai abbastanza: descrive l’applicazione esagerata e teatrale del blush, spesso senza limiti nella quantità o nell’estensione, come se non si riuscisse a vedere la reale quantità applicata (blindness = cecità). Soprattutto ora, in periodo estivo, è molto facile cadere in questa trappola. Oltre alla nostra iconica Sabrina, anche Elle Fanning ci ha dimostrato che per alcuni look il caro vecchio fard passa da delicato tocco di colore a protagonista assoluto del look.

Insomma, il segreto è nel capire quale impressione vogliamo dare. Proprio perché il trucco è espressione e creatività, niente ci impedisce di indossare un grosso cerchio di blush arancione in una guancia (a proposito: il blush arancione anni ’70 style pare essere tornato di moda). Ci sono tantissime tecniche per indossarlo: per riempire le guance, per liftarle, per dare un tocco di colore, per dare l’effetto abbronzato. Basta giocare con la sfumatura. Per esempio, evitare linee nette e integrare il colore nella pelle dona un effetto di naturale rossore. Anche la scelta del colore è fondamentale, i toni rosati e pesca sono preferibili per incarnati chiari, mentre nuance corallo o mattone stanno meglio su pelli più calde o scure.

Marianna Soru