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La Casetta dei Topolini, l’evoluzione del memory – La Recensione

La Casetta dei Topolini è un gioco francese ideato da Théo Rivière e Elodie Clément, edito qui in Italia dalla Cranio Creations. Dedicato ai bambini dai 5 anni in su, una partita può avere fino a 6 giocatori e durare all’incirca una ventina di minuti. La scatola del gioco diventa effettivamente la Casetta dei topolini, e grazie alle finestrelle sui lati, ai giocatori è permesso sbirciare all’interno, alla ricerca degli oggetti che i topolini hanno preso in prestito per la loro casetta. Visto che è un gioco creato per i più piccoli, ho deciso di chiedere aiuto alla mia amica Valentina e a suo figlio Ettore di 5 anni, e valutare quindi se il gioco non avesse solo una bella scatola..

Ettore e Valentina mentre giocano a la casetta dei topolini - photocredits: Carlotta Mione
Ettore e Valentina mentre giocano a la casetta dei topolini – photocredits: Carlotta Mione

Contenuto della Scatola

All’interno della scatola troviamo:

  • 1 plancia piano ( incluse mura ed elementi 3d)
  • 10 dischetti oggetto in legno
  • 14 segnalini risposta a doppia faccia
  • 14 segnalini domanda ( 10 oggetto e 4 stanza)
  • 1 segnalino Topo e 1 segnalino cestino
  • 2 plance domanda a doppia faccia
  • 1 torcia

La Casetta dei Topolini: Iniziamo a giocare!

Il primo passo per cominciare a giocare è ovviamente la trasformazione da scatola del gioco a casetta dei topolini; e nel nostro caso ci è venuto in soccorso Filippo, compagno di Valentina, che ci aiutato a montare il piano della casetta e a inserire al posto giusto i cartoncini del tavolo da pranzo e della fiammella del camino.

Una volta costruita, attraverso il buco nella parte superiore della scatola, facciamo cadere i segnalini oggetto di legno dentro la casetta e la scuotiamo dai lati. In questo modo i segnalini si spargeranno all’interno della casetta e noi, grazie alla torcia lampada, che ci da delle finestre di 30 secondi di luce, possiamo dare un’occhiata all’interno. L’obbiettivo è quello di ricordarsi la posizione e il lato di ogni segnalino!

Diamo un'occhiata all'interno della Casetta dei Topolini - photocredits: Carlotta Mione
Diamo un’occhiata all’interno della Casetta dei Topolini – photocredits: Carlotta Mione

Prima della fase di osservazione, scegliamo il livello di difficoltà con cui cominciare a giocare in base alla plancia gioco che scegliamo. Ogni plancia ha un numerino in angolo che indica i quattro livelli di difficoltà (per cominciare a familiarizzare col gioco, vi consiglio di partire dalla prima plancia e poi andare mano mano a salire). Il gioco è composto da 4 round, dove tutti insieme i giocatori devono cercare di rispondere alle domande delle plance nel modo corretto, accumulando così punti vittoria. Le fasi del gioco vengono identificate dal segnalino topolini, mentre i punti accumulati dal segnalino cestino.

Plancia numero 4 del gioco la casetta dei topolini - photocredits: Carlotta Mione
Plancia numero 4 del gioco la casetta dei topolini – photocredits: Carlotta Mione

Si dispongono casualmente i segnalini dal lato coperto (cestino e stanza) in corrispondenza dei simboli sulla plancia. Quei segnalini verranno girati solo dopo la fase di osservazione, e rappresentano le domande a cui i giocatori devono rispondere. Nella plancia Numero 4 della foto, ci viene chiesto se due segnalini oggetto si trovano nella stessa stanza; quale faccia del segnalino abbiamo visto o, ad esempio, in quale stanza si trovava quel segnalino. Ogni risposta giusta vale un punto, e nel caso delle domande a risposta multipla ( ad esempio “Quale oggetto si trova in questa stanza e da quale lato lo avete visto?”) è necessario rispondere correttamente a tutte le domande per accaparrarselo.

i segnalini oggetto di legno all'interno della casetta - photocredits: Carlotta Mione
i segnalini oggetto di legno all’interno della casetta – photocredits: Carlotta Mione

La Casetta dei Topolini – Conclusioni

Devo ammettere che all’inizio avevamo del tutto sottovalutato il gioco. Nella modalità difficile i segnalini sono davvero moltissimi e ricordare la stanza e il lato preciso dove li abbiamo visti, oltre che vederli proprio, in stanze come la cucina dove il tavolo può nasconderli, non è proprio semplicissimo. Partire con pochi segnalini e andare a salire rende il gioco molto più divertente.

L’altro aspetto che ho apprezzato molto, e che mi ha aiutato a coinvolgere anche il mio giovane amico Ettore, è il gioco di squadra. In questo gioco, si gioca tutti insieme, cercando di aiutarsi a ricordare ciò che abbiamo visto. Quindi niente tempi morti, il gioco scorre veloce e si vince tutti insieme. Quindi anche chi ha la memoria da pesce rosso della sottoscritta, alla fine si diverte molto!

Un ringraziamento e un abbraccione strinto strinto a Ettorino e alla sua bella famiglia e ,se l’articolo vi è piaciuto, seguiteci anche sulle nostre pagine Instagram e Facebook.

Carlotta Mione

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