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La Città Perduta: alla scoperta di Machu Picchu

Il titolo di “ri-scopritore” di Machu Picchu è attribuito a Hiram Bingham, un esploratore americano di origine hawaiana, un accademico e storico degli studi sudamericani. Accreditato come colui che scoprì il sito, anche se sembrerebbe ci siano prove che Machu Picchu fosse noto già prima dell’esplorazione di Bingham nel 1911.

Hiram Bingham si interessò per la prima volta alle rovine Inca durante un viaggio in Cile. Al suo ritorno attraverso il Perù fu incoraggiato da un prefetto locale a visitare le rovine precolombiane di Choquequirao. Questa visita, avvenuta nel 1908, stupì così tanto l’esploratore che trascorse buona parte a discuterne nel suo libro intitolato “Across South America”, pubblicato nel 1911.

Hiram Bingham: la spedizione

Machu Picchu credits: peru.travel
Machu Picchu

Bingham al suo ritorno, continuò ad occupare la posizione di docente a Yale, dove convinse l’Università a organizzare una spedizione congiunta con le autorità peruviane per esplorare i siti Inca nella regione di Cusco. La spedizione iniziò nel 1911, con Hiram Bingham come esploratore principale. La prospettiva di cercare la Città Perduta degli Incas era particolarmente emozionante per Hiram. Dopo essere arrivato nella città di Cusco, Bingham ha incontrato Albert Giesecke, rettore dell’Universidad Nacional de San Antonio Abad. Giesecke disse di aver incontrato un contadino locale chiamato Melchor Arteaga che gli parlò di vaste rovine su un crinale in alto vicino alla valle di Urubamba.

Il 19 luglio 1911 la spedizione di Bingham si diresse da Cusco nella Valle Sacra, attraverso le città di Urubamba e Ollantaytambo, alla ricerca delle rovine Inca. Dopo diversi giorni di escursione, il 23 luglio raggiunsero la fattoria di Melchor Arteaga, e il giorno seguente il contadino condusse Bingham a Machu Picchu. Nonostante fosse rimasto colpito dal sito, Bingham non era convinto che fosse l’ultimo rifugio nascosto degli Incas poiché non corrispondeva alla descrizione di Vitcos né di Vilcabamba.

La scoperta di Machu Picchu: 24 luglio 1911

Il team decise di lasciare il sito e proseguirono a nord-est nella valle del fiume Vilcabamba, dove arrivarono ​​​​ad una grande roccia scolpita ma incompiuta a Rosapata. Il sito è stato immediatamente riconosciuto come il santuario Inca Nusta Ispana. Poco più avanti, in cima a una collina, scoprirono Vitcos.

Durante questo tragitto il team incontrò un contadino locale che li condusse in un luogo chiamato Espiritu Pampa. Dopo aver esplorato il sito per alcuni giorni, Bingham affermò che non era l’ultima dimora degli Incas poiché l’architettura era troppo rozza. Concluse che Machu Picchu doveva essere la Città Perduta e tornò, con il supporto dell’Università di Yale e della National Geographic Society, nel 1912, 1914 e 1915 per scavare ed esplorare il sito. Durante questi anni sono stati rimossi dal sito circa 40.000 reperti, tra mummie, ossa e ceramiche. Nel 2007, dopo un lungo dibattito, molti manufatti sono stati restituiti dall’Università di Yale al governo peruviano.

I dubbi che attribuiscono la scoperta di Machu Picchu a Hiram Bingham

Dopo che Bingham dichiarò la scoperta di Machu Picchu, la notizia si diffuse rapidamente, consolidando e rendendo popolare non solo la città ma anche l’esploratore. La strada a tornanti che conduce i turisti alla città antica è oggi chiamata Hiram Bingham Highway, così come un treno di lusso che porta i visitatori facoltosi dalla città di Cusco alla città di Machu Picchu. Ma la domanda su chi abbia davvero scoperto Machu Picchu è ancora in discussione. In primo luogo la gente del posto conosceva il sito molto prima che Bingham arrivasse in Perù. I resoconti occidentali della città risalgono al 1860 e sono attribuiti a Augusto Berns, un tedesco che acquistò un terreno in prossimità di Machu Picchu.

Nel 1875, il viaggiatore francese Charles Wiener, pubblicò un resoconto delle rovine di cui aveva sentito parlare in un luogo chiamato “Matchopicchu“. Egli però, non visitò mai le rovine. Dopo che Bingham diede la notizia della sua scoperta, un missionario britannico di nome Thomas Payne e un ingegnere tedesco di nome JM von Hasse, affermarono di essere saliti a Machu Picchu nel 1906. I dubbi sembrano essere fondati, poiché sembrerebbe che Bingham quando scoprì le rovine, era in possesso di una mappa, che mostra il sito di Machu Picchu, risalente al 1874.

Silvia Colaiacomo

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