La Disney rende i bambini felici con i suoi prodotti da quasi un secolo e ha realizzato dei veri e propri capolavori con alcuni cartoni. Film d’animazione che sono entrati nei cuori di tutti e che ancora oggi riguardiamo con piacere. Sarà per questo che Disney ha deciso di iniziare a riproporre i suoi successi più grandi attraverso i live action. Ma vista la valanga di critiche per il nuovo film in uscita di Biancaneve, c’è da chiedersi: questi live action Disney sono davvero così necessari?
La deriva dei Live Action Disney

Disney ha iniziato a produrre remake dei suoi grandi classici verso la fine degli anni ’90 con film come Mowgli – Il libro della giungla e La carica dei 101. Ma la vera svolta è iniziata nel 2010 con Alice in Wonderland, perché da lì in poi Disney ne ha fatti uscire tantissimi. Basti pensare che nel 2019 ne sono usciti addirittura quattro e finora il numero totale è di 21 live action. Ma ne hanno annunciati molti altri, un progetto che probabilmente prevede i remake per qualsiasi cartone Disney. Eppure pochissimi di questi film sono stati apprezzati, la maggior parte ha subito durissime critiche e poco successo. Ma come mai ci sono quasi solo critiche e recensioni negative?
Molte critiche sono dovute ultimamente alla questione del politically correct. In molti non hanno apprezzato il fatto che Disney abbia cambiato etnie ai personaggi, a volte anche principali, o questioni legate alla sessualità. Ma il problema principale rimane che in tutti questi remake hanno cambiato la trama (a volte anche di tanto). Ci sono state aggiunte per allungare il film oppure sono state tolte delle parti e questo non è stato gradito dai fan. Il fatto è che andare a toccare un film che ha fatto parte dell’infanzia di molti non è una cosa semplice, il rischio di fallire nel tentativo di migliorare è molto alto. Questo perché non si può rendere migliore una cosa che per chi ci è cresciuto è già perfetta. Lo dimostra il fatto che il live action più apprezzato è stato quello de Il Re Leone, il più fedele all’originale.
La scelta, che si è rivelata essere sbagliata, è stata quella di aver voluto rendere questi remake più seri degli originali. Ci sono molti monologhi femministi, come quello di Jasmine in Aladdin, o di Wendy in Peter Pan & Wendy. Anche la scelta di non inserire le canzoni in Mulan e togliere il personaggio di Mushu per rendere la questione più seria, si è rivelata un fallimento. Tutto questo ha tolto la parte giocosa e spensierata che c’era nei cartoni. Il pubblico sembra essersi stancato di questi live action, spesso definiti noiosi, tanto che anche gli incassi sono diminuiti. Forse Disney dovrebbe proporre nuove idee legate a questioni sociali senza riciclare i suoi classici, perché non sembra funzionare.
Laura Stella
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