La difesa di Luigi Mangione, accusato dell’omicidio di Brian Thompson, delegato di UnitedHealthcare, ha ritirato la notifica con cui aveva indicato la possibile intenzione di percorrere la strada dell’Extreme Emotional Disturbance (EED), il “grave turbamento emotivo” previsto dal diritto dello Stato di New York.

La lettera, depositata davanti al giudice Gregory Carro, arriva poche ore dopo la pubblicazione della trascrizione ufficiale dell’udienza sigillata del 3 giugno.

Durante l’udienza del 3 giugno, inizialmente riservata, l’avvocato di Mangione, Karen Friedman Agnifilo, ha dichiarato, secondo una trascrizione resa poi pubblica ieri, che “se un imputato opta per una difesa basata sull’incapacità di intendere e di volere dell’imputato, di fatto ammette pubblicamente di aver commesso questo reato”. “E a causa dell’enorme risonanza mediatica di questo caso”, ha affermato, “non solo rendere pubblica la notizia prima di sapere con certezza se adotteremo questa strategia difensiva, ma pregiudicherà sia questo caso che quello federale a causa della straordinaria pubblicità che influenzerà i potenziali giurati”.

Gli avvocati di Luigi Mangione hanno cambiato idea

Gli avvocati di Luigi Mangione hanno cambiato idea, quindi, il giorno dopo aver dichiarato al giudice Gregory Carro che avrebbero cercato di dimostrare che il loro assistito soffriva di “un grave turbamento emotivo al momento dell’accaduto“. La decisione è stata ribaltata prima della scadenza di giovedì, entro la quale il team legale di Mangione avrebbe dovuto fornire ai procuratori dell’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan le informazioni a sostegno della tesi della difesa basata su problemi psichiatrici.

Se Mangione avesse optato per la difesa psichiatrica e la giuria l’avesse accettata, avrebbe potuto ricevere una pena detentiva più breve, e quindi omicidio colposo anziché omicidio volontario.

Secondo quanto dichiarato dall’esperto legale Richard Schoenstein alla CBS, ricorrendo alla tesi della difesa psichiatrica, Mangione avrebbe di fatto ammesso di aver ucciso Thompson, pur con circostanze attenuanti. Tale argomentazione è diversa dalla dichiarazione di non colpevolezza per infermità mentale, che in genere mira all’assoluzione e a una pena che prevede il ricovero in una struttura psichiatrica anziché in carcere.

Luigi Mangione è comparso in tribunale mercoledì, mentre il giudice discuteva della sua strategia difensiva, che all’epoca prevedeva di avvalersi di una perizia psichiatrica. La sua prossima udienza è fissata per l’11 agosto, prima dell’inizio del processo statale l’8 settembre.

Mangione deve inoltre rispondere di accuse federali di stalking, reato che può comportare una condanna massima all’ergastolo.