Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che “la mancanza di buona volontà e la disonestà degli Stati Uniti” sono da biasimare per il fallimento dei colloqui di pace fino ad oggi, secondo quanto riportato in un comunicato stampa diffuso martedì dall’agenzia semi-ufficiale ISNA.
Durante un incontro a Teheran con il viceministro degli Esteri norvegese Andreas Kravik, Araghchi ha affermato che la squadra negoziale statunitense ha dimostrato un “approccio prepotente, una retorica minacciosa e provocatoria” nei colloqui di pace. Araghchi ha inoltre accusato gli Stati Uniti di “ripetute violazioni del cessate il fuoco con il continuo blocco dei porti iraniani”.
Parlando dello stallo nei colloqui, Araghchi ha criticato le “richieste eccessive” degli Stati Uniti e il linguaggio “provocatorio e minaccioso” usato dall’amministrazione Trump, oltre all’assenza di buona fede “che ogni negoziato sincero richiede”. Tutti questi fattori, ha spiegato il ministro, “formano la più grande barriera per la fine del conflitto e per il raggiungimento di un accordo funzionante”.
Ancora più cupo il monito lanciato dalle Nazioni Unite. L’inviato iraniano Amir Saeed Iravani ha avvertito che le manovre statunitensi potrebbero innescare “conseguenze catastrofiche” non solo per la regione, ma per l’intera stabilità internazionale, rivendicando per l’Iran il pieno diritto all’autodifesa garantito dalla Carta Onu.
Nel corso dell’incontro Araghchi ha anche confermato che l’Iran, in quanto “Stato costiero dello Stretto di Hormuz, sta tenendo delle consultazioni per sviluppare dei nuovi regolamenti per il passaggio, basati sul diritto internazionale”. Da parte sua, il vice ministro norvegese ha sottolineato la necessità di giungere a una pace e una stabilità “durature” e ha assicurato la disponbilità di Oslo nel rafforzare la diplomazia, nel fornire consultazioni sulla sicurezza marittima e negli sforzi di protezione ambientale.
Ghalibaf afferma che “non c’è alternativa” al piano di pace iraniano
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha scritto lunedì in un post su X che il piano di pace in 14 punti di Teheran è l’unica opzione per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti e Israele. “Non c’è alternativa se non quella di accettare i diritti del popolo iraniano così come delineati nella proposta in 14 punti”, ha scritto lunedì Ghalibaf, che ha guidato la delegazione negoziale iraniana ai colloqui di aprile a Islamabad, in Pakistan.
“Qualsiasi altro approccio si rivelerà del tutto inconcludente; solo una serie di fallimenti”, ha aggiunto. “Più temporeggiano, più i contribuenti americani ne pagheranno le conseguenze.”





