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La donna dell’attentato di via Palestro ha un nome

Alcune delle forze dell’ordine di Firenze hanno eseguito un decreto di perquisizione, ispezione e sequestro nei confronti di una signora residente in provincia di Bergamo. L’ipotesi è che si tratti della donna coinvolta nell’esecuzione materiale dell’attentato di via Palestro. Una strage avvenuta il 27 luglio 1993, a Milano.

La dinamica dei fatti

Il 27 luglio 1993, in via Palestro a Milano è avvenuta l’esplosione di un’autobomba, presso la Galleria d’arte moderna e il Padiglione di arte contemporanea. Le vittime dell’attentato di via Palestro furono cinque. Tre Vigili del fuoco, un agente di Polizia e un immigrato marocchino, che dormiva su una panchina in quella zona. Questo evento fa parte di una serie di attentati che si consumarono tra il 1992 e il 1993, e che videro la morte di 21 persone. Una parte del patrimonio artistico è rimasto distrutto in quegli eventi.

Per la strage di via Palestro sono stati condannati in via definitiva Totò Riina, Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella, i fratelli Graviano e Formoso, Matteo Messina Denaro e Gaspare Spatuzza. Nei giorni seguenti all’attentato di Via Palestro, due testimoni oculari dichiararono di aver visto una signora guidare l’auto imbottita di esplosivo. Qualche mese dopo, in una casa in provincia di Trapani, si trovò la foto di una donna molto simile all’identikit fornito dai due testimoni. Solo ora, a distanza di quasi 29 anni, gli inquirenti sono giunti a una donna residente in provincia di Bergamo. Nei prossimi giorni sarà interrogata.

Michela Foglia

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