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La foto che ritrae Jane Goodall in vendita per salvare l’ambiente

Vital Impacts ha avviato un’iniziativa per aiutare l’ecosistema a cui hanno aderito 100 fotografi i quali hanno immortalato le meraviglie dell’ambiente e ora metteranno in vendita i ritratti per tutelare l’ecosistema. Tra gli scatti meravigliosi anche quello dell’antropologa Jane Goodall.

La foto inedita di Jane Goodall

Jane Goodall è un etologa e antropologa inglese, famosa in tutto il mondo per gli studi sugli scimpanzé condotti e che si sono rivelati fondamenti per le ricerche sul comportamento degli animali.

Si trovava in Tanzania al Gombe Stream National Park, durante i suoi primi anni di lavoro, quando è stata scattata una foto che la ritrae di spalle, su un’altura, dotata di binocolo e cannocchiale, mentre si presta ad ammirare il paesaggio naturale della foresta che la circonda.
Si tratta di un autoscatto assolutamente inedito e che ora farà parte di una collezione speciale intrapresa per dare sostegno alle organizzazioni che si occupano di salvaguardia ambientale.

L’iniziativa è stata ideata da Vital Impacts l’organizzazione “fondata e gestita dalla fotografa del National Geographic e filmaker Ami Vitale assieme alla visual journalist Eileen Mignoni.
L’obiettivo è quello di raggiungere la somma di un milione di dollari destinata a organi e associazioni impegnati nella conservazione degli habitat naturalistici presenti in tutto il mondo.

Alla nobile causa hanno aderito 100 fotografi, che hanno accettato di mettere complessivamente in vendita 200 fotografie realizzate da loro, di cui 50 Limited Edition.
Le foto in questione hanno come sfondo l’ambiente naturale, ritratto in un modo assolutamente meraviglioso e suggestivo.

Si possono ammirare paesaggi, potenti eventi climatici, volatili, animali marini e di terra nel proprio habitat; delle scene meravigliose ma che portano anche ad un senso nostalgico e preoccupato.
Tutte e 200 ritraggono infatti un mondo destinato a scomparire se non si agisce per cambiare il corso degli eventi con azioni decisive e continuative applicate non solo dalle organizzazioni, o dalle aziende che hanno a mente questo scopo, ma anche dai governi e dalle istituzioni principali.

Sono immagini che ci permettono di capire l’impatto e il pericolo che possiamo costituire per la natura, ma anche come le siamo essenzialmente e profondamente legati. Questo è quanto spiegato da Ami Vitale, fondatrice di Vital Impacts:
La fotografia ha l’eccezionale abilità di trascendere ogni linguaggio […]. È il mezzo assoluto con cui creare empatia, consapevolezza, comprensione; è uno strumento che permette di dare un senso alla condivisione del mondo”.

All’interno del gruppo di fotografi troviamo anche Jane Goodall, da sempre attiva nel campo della sostenibilità ambientale e che ha dedicato 60 anni di carriera allo studio del comportamento animale, ricevendo svariati premi tra cui “la Medaglia della Tanzania, il prestigioso Premio di Kyoto, la Medaglia Benjamin Franklin per le scienze della vita, e il Premio Gandhi-King per la nonviolenza”.
Tra le sue foto in vendita è possibile acquistare, anche autografata, non solo quella che la ritrae, ma anche altre due fotografie inedite che immortalano scimpanzé adulti e cuccioli, gli animali a cui Jane Goodall ha donato vita e lavoro.

L’etologa in merito all’iniziativa ha avuto modo di dichiarare: “Sono onorata che la foto di me che guardo la valle del Gombe, munita del mio fedele telescopio, sia stata scelta. Era il 1962, credo. Ero da sola, in cima alla collina, e ho pensato che sarebbe stata una foto notevole […]. Era l’epoca precedente al digitale, e ci ho messo un sacco a ricevere un feedback dal National Geographic. Ma ero orgogliosa di me stessa. Amo quella foto.

La missione di Vital Impacts è quella di proteggere l’ecosistema il più possibile, e cercare di mettere in luce a cosa stiamo sacrificando per non agire correttamente a tutela dell’ambiente. Qualcosa di concreto, ma a cui non si potrà accedere per sempre.
Le foto saranno infatti disponibili fino al 31 dicembre sul sito dell’organizzazione, e i proventi delle vendite andranno ripartiti tra Big Life Foundation, Great Plains Conservation Project Ranger, Sea Legacy e il programma Roots and Shoots del Jane Goodall Institute.

Come spiega la fotografa è importante perché: “Ciò che accadrà da ora in avanti è nelle nostre mani. La natura è resiliente, se le diamo una possibilità. Tutti possiamo impegnarci e usare le nostre voci per fare la differenza.

Fonte fotografia: Repubblica.it

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