Si allontana la decisione definitiva della giudice Paola Scorza sulla nomina o meno di un amministratore di sostegno per Vittorio Sgarbi. Il matrimonio più volte annunciato con Sabrina Colle di fatto viene bloccato in attesa di una perizia medica. La giudice, infatti, ha rigettato in parte la richiesta della figlia Evelina “per quanto concerne la cura, la salute e l’ordinaria gestione patrimoniale” apparendo “in grado di gestire dette situazioni con il supporto della compagine familiare che lo sostiene e lo coadiuva per sua volontà”. È quanto si legge nel provvedimento della giudice del tribunale di Roma, di cui Repubblica è in possesso.

La giudice ha anche disposto una perizia medica per il critico d’arte e ha nominato la psicoterapeuta Lilli Romeo per quanto attiene alla “gestione straordinaria del proprio patrimonio e alle scelte relative ai diritti personalissimi, quali la capacità di testare e contrarre matrimonio”. All’esito della perizia la giudice valuterà “l’eventuale apertura della richiesta misura di protezione, limitatamente ai suddetti aspetti”. “La giudice ha riconosciuto la capacità di intendere e di volere di Sgarbi per quello che ha potuto valutare in aula a occhio nudo per quanto riguarda le sue questioni ordinarie. Vede anche che è circondato dagli affetti giusti che lo supportano e lo sostengono. Dice anche che per quel che riguarda gli atti personalissimi non ha avuto la documentazione medica sufficiente per precauzione dispone una perizia limitatamente alla sola capacità degli atti personalissimi”, spiega il professore Ugo Ruffolo, legale di Vittorio Sgarbi.

Perizia medica per Vittorio Sgarbi

Come scrive il Tribunale romano, la psicologa psicoterapeuta Lili Romeo, nominata consulente tecnico d’ufficio, dovrà adesso accertare se Sgarbi “presenti condizioni psicologiche, psicopatologiche o cognitive tali da incidere sulla capacità di autodeterminarsi in relazione al compimento di atti di straordinaria amministrazione e all’esercizio dei diritti personalissimi”. La perizia dovrà stabilire in particolare “se la persona sia in grado di comprendere e valutare il significato e le conseguenze personali, patrimoniali e giuridiche delle decisioni di particolare complessità e rilevanza, con specifico riferimento alla gestione straordinaria del patrimonio e alla scelta di contrarre matrimonio, valutando l’autenticità e la stabilità della volontà decisionale”.

Le parole della figlia Evelina

Evelina Sgarbi si era rivolta ai giudici verso la fine dello scorso settembre, presentando istanza per la nomina di un amministratore di sostegno, dopo che il padre aveva attraversato un periodo di forte depressione: era stato anche ricoverato al Policlinico Gemelli durante la fase più critica. Secondo la figlia, Sgarbi sarebbe fortemente condizionato dalle persone che gli stanno intorno, che non le consentirebbero neanche di vederlo. “Finalmente è arrivato un primo importantissimo segnale che lascia ben sperare per quanto riguarda la salute di mio padre e la tutela della sua capacità di comprendere gli effetti di scelte straordinarie inerenti l’esercizio dei suoi diritti personalissimi. La battaglia che sto portando avanti e che ha come obiettivo unicamente quello di tutelare mio padre, la sua salute e la sua dignità e i suoi interessi forse non è stata vana. Purtroppo questo per me sarà comunque un Natale triste perché so che mio padre continua a non stare bene”, ha commentato dopo la decisione del Tribunale.