I soccorritori italiani hanno recuperato i corpi senza vita di dieci persone migranti, dopo il ribaltamento di un’imbarcazione sulla quale stavano viaggiando, nelle acque al largo di Malta. Il mezzo, salpato dalla Libia con circa sessanta passeggeri a bordo, si è capovolta a circa quarantacinque miglia nautiche a est-sud-est dell’isola.
“Secondo le ultime informazioni, un peschereccio presente nella zona ha tratto in salvo circa quarantotto persone vive, su un totale di circa sessanta persone che si presume fossero partite”, si legge in un comunicato ufficiale della Guardia Costiera Italiana. “La Guardia Costiera italiana ha immediatamente inviato una motovedetta nella zona, che ha recuperato finora dieci corpi. Le operazioni di ricerca nell’area sono in corso, coordinate dalle autorità maltesi”. Il corpo tecnico della marina militare ha dichiarato di aver ricevuto richesta di assistenza nelle operazioni di ricerca e soccorso da parte di Malta “a seguito del ribaltamento di un’imbarcazione con a bordo migranti e persone in acqua”.
Nel 2026, già 827 persone migranti hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo Centrale
Secondo i dati raccolti dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) delle Nazioni Unite, almeno 827 persone hanno perso la vita, dall’inizio dell’anno, nel tentativo di attraversare il Mediterraneo Centrale, passaggio via mare dal Nord Africa all’Italia e a Malta. Lo scorso anno, oltre 1330 persone sono morte su questa rotta. Secondo uno degli ultimi aggiornamenti comunicati dall’OIM, almeno 34.900 persone sono morte nel Mediterraneo dal 2014. Da inizio 2026, precisa l’agenzia dell’ONU, i migranti intercettati in mare e riportati in Libia sono stati 6.070 di cui 5.372 uomini, 430 donne, 109 bambini e 159 persone di genere non identificato.
L’Unione Europea ha un accordo con il governo libico per ridurre il numero di migranti che attraversano il paese. Dal 2015 ha fornito alla Libia settecento milioni di euro, buona parte dei quali sono stati investiti nel rafforzamento della gestione delle frontiere. Da tempo, le politiche migratorie italiane nel Mediterraneo Centrale fanno affidamento sulla cooperazione con Tripoli per arginare le partenze, compreso il supporto, la formazione e le attrezzature per la guardia costiera libica al fine di intercettare le imbarcazioni di migranti.
Federica Checchia





