Cinema

“La migliore offerta”: il ‘Falso d’amore’ di Giuseppe Tornatore stasera in tv

Una mano delicata, accarezza le opere d’arte con un fremito. Come un’alito di vento muoverebbe un filo d’erba. È il battitore d’aste più richiesto, di fama internazionale. Con un tocco riconosce un falso da un’autentico. Virgil Oldman (Geoffrey Rush), ama l’arte più delle donne, perché “I sentimenti umani sono come le opere, si possono simulare.” “La migliore offerta“, stasera in tv: in fondo una storia d’amore, perché “La massima forma di perversione sessuale è la castità”.

Come una tela ha i suoi chiaroscuri, e le ombre, così nel film la verità è mescolata alla finzione; il regista Giuseppe Tornatore, ha volutamente coinvolto lo spettatore in un gioco sottile, dove si confonde tra verità e falsità; al pari di un dipinto, che cela l’autenticità o la finzione. Nel 2013 “La migliore offerta”, fu girato in lingua inglese, prevalentemente nell’Italia del nord, con alcune scene anche a Vienna, e stasera in tv viene riproposto il film sagace come un thriller, potente come una storia d’amore.

La migliore offerta, una battuta o un battito

L’attore protagonista, premio Oscar Geoffrey Rush, celebre per essere stato il pirata Barbossa nei film di “Pirati dei Caraibi, e che aveva colpito Tornatore per il film “Il discorso del re“, è stato convinto a partecipare al film dallo stesso regista, che lo raggiunse nella sua villa in Australia, a leggergli la sceneggiatura. Confessando che il personaggio di Virgil Oldman, era stato scritto pensando proprio a lui; alla sua raffinatezza, al portamento, alla sua flemma di classe. Lui che nella trama, da sofisticato intenditore dal tatto sopraffino e vista aguzza, dovrà inconsuetamente, affidarsi all’udito.

La ragazza, Claire (Sylvia Hoeks), che chiederà a lui un’importante valutazione, si celerà al suo sguardo. La loro conoscenza sarà attraverso una porta chiusa, con dialoghi al telefono. Quanto basta per attrarre quell’uomo che è sempre fuggito all’amore. Che misantropo toccava le opere d’arte come fossero Venere sinuose, che ai battiti del cuore, preferiva il tocco secco, scandito dal martello delle aste. Corteggiava le opere d’arte, le comprava a basso costo ed erano dal valore inestimabile. Una collezione di donne amanti, era però custodita gelosamente in una stanza segreta, dove nel corso degli anni, aveva raccolto un numero impressionante di ritratti femminili. Sempre lui, il cliente più assiduo dell’altolocato ristorante praghese, dove consuma prelibatezze al retrogusto di solitudine.

L’amore è un baro..

Avrebbe dovuto vederla. Pallida. Come un’incisione del Duhrer. Aveva lo sguardo di una creatura impaurita dall’universo. E nei suoi occhi ho letto il terrore mio“. I vuoti, i silenzi, sono riempiti dalla musica di Ennio Morricone. Amore e suspense espresse in note: l’inquietudine adattata ad essere percepita dall’orecchio. Degna interpretazione anche di Donald Sutherland (in Billy Whistler), nel ruolo dell’amico, mancato pittore, braccio destro delle truffe d’asta, quell’attore definito “una maschera plasmabile come si vuole” dal maestro Fellini.

Dai tempi di “Totò truffa“, dai proponitori dei camion-fiera ‘due al prezzo di uno’, che il brillocco brilla sempre, la ‘falla’ attira; per il protagonista sarà più facile riconoscere un innamorato o un falso? Entrambi opere d’autore.

Federica De Candia per MMI e Metropolitan Cinema. Seguici!

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