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La modella Sophia Hadjipanteli spiega la nascita dell’unibrow movement

“Voglio far capire a più persone possibili che la versione preferita di te stesso è molto più gratificante rispetto a ciò che tutti gli altri vogliono che tu sia”, queste le parole della modella Sophia Hadjipanteli nello spiegare la nascita e l’importanza dell’unibrow movement. Continua a leggere l’articolo per saperne di più.

“Niente dovrebbe essere vergognoso se anche una sola persona lo considera bello”, le parole di Sophia Hadjipanteli, fondatrice del “movimento del monosopracciglio”

La modella Sophia Hadjipanteli spiega la nascita dell'unibrow movement
Photo Credits – Vanity Fair

La modella 25enne, beauty diversity influncer, Sophia Hadjipanteli, seguita da 530mila follower, è conosciuta per aver fondato l’#unibrowmovement, un movimento che si fa portavoce di tutte quelle persone che hanno deciso di essere libere dalla schiavitù della pinzetta e di ritrovare se stesse nel loro riflesso.

Sophia, la bellissima modella di origine cipriota, nata negli Stati Uniti, ma cresciuta tra America, Londra e Cipro, spiega cosa l’abbia spinta a fondare il “movimento del monosopracciglio”:

“Quando ho iniziato a navigare online, non ho trovato quasi nessuno che avesse la mia stessa idea di bellezza. Ho creato questo movimento per connettere tra loro tutte quelle persone che la pensano come me. È una sorta di super club dei perdenti dove ognuno può essere se stesso, anche grazie il supporto degli altri.”

Infatti, in una società in cui l’aumento costante dei contenuti e delle piattaforme crea paradossalmente molta solitudine, il sapere di appartenere ad una community può essere una salvezza.

“Ho sempre sostenuto e protetto i meno fortunati. Posso capire chi magari vive in una parte molto conservatrice degli Stati Uniti e viene preso di mira per il suo aspetto unico o per il suo stile. Anche io non sempre sono stata accettata dagli altri o dalla società”.

Uno dei mali della società attuale è il fatto che l’apparire continui ad essere l’aspetto preponderante, a discapito dell’essere, di ciò in cui si crede e di ciò che si ha da dire. Proprio su questo riflette Sophia, affermando:

“Credo che nessuna tendenza sia tossica a meno che non sia forzatamente imposta. In alcune parti del mondo la depilazione è una cosa comune, in altre parti le persone hanno la possibilità di non depilarsi se non lo desiderano, perché viene normalizzato attraverso sfoghi progressivi. Ma indipendentemente da quale sia lo standard di bellezza, dobbiamo espanderli in modo che qualunque sia la scelta sulla depilazione, sia accettata dalla società. Niente dovrebbe essere vergognoso se anche una sola persona lo considera bello”.

Unibrow movement, l’importanza di normalizzare

“Per normalizzare qualcosa” – sostiene Sophia – “devi vederlo normale! Quindi è fondamentale incoraggiare gli altri a esprimersi liberamente, includendo più diversità nei media e nei social”. Allo stesso tempo però, esporsi sui social rende più vulnerabili e facilmente attaccabili dagli haters. Pensiamo ad esempio a Giorgia Soleri, una giovane attivista e scrittrice che viene spesso criticata e giudicata per le foto postate sui social in cui si vedono gambe e ascelle non depilate.

Ma questo lede in qualche modo la libertà altrui? La risposta vien da sé, ma purtroppo è ancora molta la strada da fare prima che venga davvero normalizzato un determinato canone di bellezza, che risulta “diverso” rispetto a quelli vigenti e che troppo spesso viene stigmatizzato.

Sophia crede infatti che “La maggior parte delle persone non capiscono perché difendo qualcosa che la società ci ha insegnato a rimuovere e odiare. L’unico modo per affrontare le critiche è sfidarle: così facendo non crei conflitti, ma conversazioni”.

In merito al futuro dell’unibrowmovement la modella cipriota si esprime così: “Voglio far capire a più persone possibili che la versione preferita di te stesso è molto più gratificante rispetto a ciò che tutti gli altri vogliono che tu sia”.

Serena Pala

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