Questa mattina, poco prima delle nove, la nave Libra della Marina Militare italiana è salpata dal porto di Brindisi con a bordo all’incirca quaranta migranti, diretta in Albania. Qui, con ogni probabilità, le persone prelevate verranno condotte in uno dei due centri voluti dal governo di Giorgia Meloni, fino ad ora inutilizzati.

Non si conosce la nazionalità degli stranieri e la missione non è stata ancora ufficializzata. Si tratterebbe di cittadini di diversa nazionalità che, nei giorni scorsi, sono arrivati nel Cpr di Brindisi, a Restinco. L’imbarcazione, che a breve sarà ceduta a Tirana dopo l’accordo sottoscritto due giorni fa alla presenza del ministro della Difesa Guido Crosetto, ospiterebbe a bordo anche ottanta membri dell’equipaggio.

L’Italia invia quaranta migranti in Albania: cosa succede ora

Migranti Albania
La nave Libra è salpata dal porto di Brindisi

La struttura in questione dovrebbe essere Gjader. Come stabilito da un decreto del Consiglio dei ministri risalente alla fine di marzo, questa diventerà un centro di permanenza per il rimpatrio (CPR). Si tratta di un’area in cui inviare le persone su cui pende già un decreto di espulsione e che aspettano di essere rimpatriati, dopo che è stata loro rifiutata la richiesta d’asilo.

Dopo le numerose bocciature da parte della magistratura, la struttura accoglierà dunque non più migranti soccorsi in mare, ma stranieri già detenuti sul suolo nazionale. In Albania, al momento, si trova una delegazione di parlamentari dell’opposizione che punta il dito contro le politiche in materia di immigrazione del governo di centrodestra. Sono presenti anche degli attivisti.

Una volta sul posto, i migranti dovrebbero poter accedere direttamente, poiché le procedure d’indentificazione dovrebbero essere state già completate in Italia. Potrebbero, tuttavia, presentare domanda di protezione internazionale, o ripresentarla, nel caso in cui l’abbiano già fatta. In questo caso, però, la valutazione da parte della commissione territoriale avverrebbe in modo più celere, ma sbrigativo.

Federica Checchia

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