Prosegue senza soluzioni di continuità la battaglia informatica di Anonymous contro il Cremlino, questa volta ha preso di mira la Banca Centrale russa. Il collettivo di hacker che già ha colpito in diverse occasioni, nell’ultimo mese, le istituzioni di Mosca e alcune aziende che non hanno interrotto le loro operazioni con la Russia (vedi il caso Nestlé dei giorni scorsi) questa volta è riuscito a violare i sistemi informatici della Banca centrale russa. Un attacco hacker che, secondo gli annunci arrivati nella notte, dovrebbe portare alla messa online di moltissimi file contenenti accordi segreti e riservati.
L’annuncio, questa volta, non è arrivato dall’account Twitter @YourAnonNews – che in questi giorni è stato un punto di riferimento per spiegare al mondo le iniziative di Anonymous contro la Russia -, ma da @YourAnonTV, diventato celebre nei giorni scorsi per aver diffuso le immagini dei canali televisivi russi all’interno dei quali sono stati trasmessi spezzoni di una canzone ucraina e informazioni sul reale esito delle operazioni militari che l’esercito russo sta conducendo nel Paese. L’account Twitter ha annunciato che il collettivo di hacktivisti diffuso a livello globale ha avuto accesso – non è chiaro in che modo, se attraverso una intrusione dall’esterno o grazie a una fonte interna – a oltre 35mila file della Banca Centrale russa.
Anonymous ha hackerato anche la Banca centrale russa
Precedentemente un account – The Black Rabbit World, che si definisce un affiliato al gruppo anonimo – aveva annunciato che la Banca Centrale russa era stata hackerata e aveva diffuso via Twitter una preview di alcuni file all’interno dei quali si evinceva la provenienza della documentazione. La promessa, come detto, è quella di diffondere 35mila file di questo genere nelle prossime 48 ore. Si tratta di un’altra azione di attivismo promossa dal gruppo Anonymous, tra le tante realizzate in questo primo mese di guerra. Anonymous ha deciso di schierarsi contro la Russia qualche giorno dopo l’invasione dell’Ucraina.
L’attacco alla Banca centrale russa, dunque, ha una matrice ben dichiarata. In possesso del collettivo di hacker, infatti, ci sarebbero oltre 35mila file segreti che saranno divulgati e resi pubblici nelle prossime 48 ore. Per il momento non si ha contezza del materiale “conquistato” da Anonymous, ma questo attacco al cuore della principale istituzione bancaria del Paese va ben oltre il gesto simbolico. Perché fino a pochi giorni fa tutti gli attacchi erano mirati a provocare disservizi informativi, con obiettivi mirati sui siti istituzionali e legati al governo del Cremlino.





