La polizia francese, che sta indagando su una sospetta frode da dieci milioni di euro ai danni del Louvre, ha arrestato nove persone, tra cui due membri dello staff. «Sulla base delle informazioni a disposizione del museo, sospettiamo l’esistenza di una rete che organizza frodi su larga scala», ha dichiarato un portavoce del museo all’Agence France-Presse.

Come riportato dalla procura di Parigi, tra gli arrestati ci sono due dipendenti, diverse guide turistiche e una persona sospettata di essere l’ideatore del raggiro. Le Parisien ha riferito che la sospetta frode ha coinvolto guide turistiche che avevano preso di mira gruppi di visitatori cinesi. Queste avrebbero riutilizzato gli stessi biglietti più volte per persone diverse. Gli investigatori stanno lavorando per stabilire se la rete possa aver attirato fino a venti gruppi di turisti al giorno negli ultimi dieci anni.

Per le autorità, la sorveglianza e le intercettazioni telefoniche avrebbero confermato il ripetuto impiego dei biglietti e un’apparente strategia di suddivisione dei gruppi di turisti per evitare di pagare il “compenso di parola” richiesto alle guide. Un’indagine giudiziaria formale è stata aperta lo scorso giugno con diverse accuse, tra cui frode organizzata, riciclaggio di denaro, corruzione, favoreggiamento dell’ingresso illegale nel paese come parte di un gruppo organizzato e utilizzo di documenti amministrativi falsi.

Il periodo buio del Louvre

La presunta truffa sui biglietti è solo l’ultima delle numerose crisi che hanno colpito di recente il Louvre. Il museo è ancora sotto shock per il clamoroso furto di qualche mese fa. Lo scorso 19 ottobre, una banda ha fatto irruzione nella struttura in pieno giorno, entrando da una finestra e rubando circa i gioielli della corona francese in sette minuti, per un valore di circa ottantotto milioni di euro. Subito dopo, è riuscita a fuggire fuggire a bordo di due scooter. Quattro uomini sono stati arrestati e sono sotto inchiesta formale, ma la polizia non ha ancora recuperato la refurtiva.

Venerdì, la galleria Denon, dove sono esposti i dipinti più preziosi del museo, è rimasta parzialmente chiusa a causa di una perdita d’acqua. La perdita si è verificata nella sala 707, dove sono esposti dipinti del pittore francese Charles Meynier e dell’artista rinascimentale italiano Bernardino Luini. Si tratta della seconda perdita significativa in meno di tre mesi.

Federica Checchia