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La Polonia innalza il muro anti migranti al confine con la Bielorussia

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La Polonia da inizio ai lavori che hanno suscitato molte polemica e paura nell’ultimo anno: da il via alla costruzione di un muro anti profughi al confine.

La Polonia costruisce “il muro delle vergogna” al confine con la Bielorussia

Si alza una cerniera nell’est Europa: la Polonia ha avviato la costruzione di una nuova recinzione alla frontiera con la Bielorussia, una barriera lunga 186 km, quasi metà della lunghezza totale del confine, alta cinque metri e mezzo ed equipaggiata con telecamere e rilevatori di movimento. I lavori costeranno oltre 350 milioni di euro (1,6 miliardi di zloty), dovrebbero essere completati entro la metà di quest’anno.

Secondo le intenzioni di Varsavia, la recinzione servirà ad ostacolare l’ingresso di migranti irregolari, dopo la crisi dello scorso anno e le accuse rivolte a Minsk di aver alimentato i flussi migratori per far pressione sull’Europa. Secondo il governo di Varsavia, l’ondata di profughi è stata usata come un’arma dal dittatore Aleksander Lukashenko. Ad annunciare l’avvio del cantiere è stata la Guardia di frontiera. Krystyna Jakimik-Jarosz, polacca, parla di numeri ridotti rispetto all’emergenza vissuta nei mesi precedenti: “Attualmente, sono gruppi più piccoli, da pochi individui a circa 30 persone, che cercano di attraversare illegalmente il confine polacco-bielorusso. Lo scorso ottobre c’erano diverse centinaia di persone”.

L’opposizione attacca il governo di Varsavia

Ma il governo è finito nel mirino delle opposizioni che lo accusano di rendere la Polonia un simbolo della mancanza di solidarietà con i migranti in arrivo dalle zone più disastrate del mondo. Quello dei migranti è un tema attuale in tutta Europa, anche in Italia, e quello della Polonia non è certo un buon esempio per gli altri paesi. Un’opera che l’opposizione attacca, definendola senza mezzi termini «il muro della vergogna». Nonostante la presenza di migranti al confine è diminuita il governo non fa passi in dietro. Di recente, almeno 12 persone sono morte di freddo o di fame nelle foreste. Un avvenimento che da il via ad un nuovo anno all’insegna della paura.

Enrica Nardecchia.

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