Cinema

“La ragazza nella nebbia”, atipico thriller italiano

La ragazza nella nebbia (2017) segna l’esordio alla regia cinematografica dello scrittore Donato Carrisi. Un esordio a quanto pare sorprendente, poiché il film ha incantato pubblico e critica. È persino valso al suo autore il David di Donatello riservato alle opere prime. Ambientato ad Avechot, immaginaria cittadina del Sud Tirolo, il film segue le indagini dell’ispettore Vogler (Toni Servillo) sulla scomparsa di una giovane ragazza.

Vogler è naturalmente l’estraneo, l’elemento che scardina l’equilibrio del microcosmo di Avechot, seguendo un archetipo ormai familiare da Twin Peaks in poi. La sua presenza attenta e silenziosa inizialmente getta ombre e sospetti su ogni abitante, creando lo stallo della prima metà del thriller. È impossibile cioè per lo spettatore formulare ipotesi concrete all’inizio.

Toni Servillo in La ragazza nella nebbia - Photo credit: IMDB.com
Toni Servillo in La ragazza nella nebbia – Photo credit: IMDB.com

“La ragazza nella nebbia”, un film quasi perfetto

Ogni pista è aperta e irrisolta, come un grande thriller dovrebbe essere sempre, fino al colpo di scena finale. Non tutto però scorre sempre come dovrebbe in La ragazza nella nebbia. Innanzitutto sono troppe le similitudini con il celebre romanzo La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker. Atmosfere e personaggi secondari, soprattutto, sembrano emergere da quell’universo narrativo, sottraendo forza alle intuizioni di Carrisi.

Fortunatamente quest’ultimo, autore sia del romanzo che della sceneggiatura, se ne allontana nella seconda metà del film. Improvvisamente infatti trascina il pubblico giù nella tana del Bianconiglio, nella mente deviata e calcolatrice del vero colpevole.

Jean Reno e Toni Servillo in La ragazza nella nebbia - Photo credit: IMDB.com
Jean Reno e Toni Servillo in La ragazza nella nebbia – Photo credit: IMDB.com

Perché è il male il vero motore di un racconto. Non gliene importa niente a nessuno di un videogame o di un romanzo in cui tutto va bene. Siete d’accordo? È il cattivo che fa la storia! Ricordatevi, il cattivo. – Prof Loris Martini (Alessio Boni)

Per gli appassionati del genere gli indizi verso il finale diventano sempre più leggibili. Il che non è necessariamente un male. Parte del piacere del thriller, oltre che nella sorpresa, sta anche nella capacità di anticipazione delle mosse e degli eventi. Nel complesso, comunque il film risente dell’origine letteraria del suo autore e della sua breve esperienza dietro la macchina da presa.

Servillo, per esempio, a volte sfugge proprio al controllo registico e calca qualche battuta in stile decisamente teatrale. Anche se parte del fascino dell’ispettore risiede pure in questa sua ieraticità drammatica, che è tanto dell’interprete quanto del personaggio.

Alessio Boni in La ragazza nella nebbia - Photo credit: IMDB.com
Alessio Boni in La ragazza nella nebbia – Photo credit: IMDB.com

Considerando che è quasi impossibile creare un’opera prima perfetta, Carrisi mette comunque in campo elementi di altissima qualità. Partendo dal suo stesso soggetto fino ad arrivare al prestigioso cast, composto anche da Alessio Boni, Jean Reno, Galatea Ranzi ed Ekaterina Buscemi. La ragazza nella nebbia è e rimane uno dei prodotti più interessanti degli ultimi anni nel panorama italiano.

Articolo di Valeria Verbaro

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