La Russia è sempre stata ideologizzata e con essa anche l’istruzione. È risaputo, infatti, che nei programmi scolastici quella che possiamo definire propaganda pura non è mai mancata, anche in età precoce. Vi è, però, una nuova “attività” che coinvolgerà i bambini dai 3 ai 7 anni. Il progetto, a partire dal prossimo anno accademico, mira a introdurre negli asili quelli che sono stati definiti «Buoni Giochi». L’intenzione è di estendere le ormai note «Conversazioni sulle cose importanti» già attive nelle scuole.

L’annuncio del progetto è arrivato da Olga Koludarova, vice capo del ministero dell’Istruzione, che ha fornito delucidazioni circa le nuove lezioni. Attività che, come viene evidenziato, saranno dedicate alla trasmissione dei «valori spirituali e morali». Una prima fase di sperimentazione, in realtà, è già avvenuta tra settembre e dicembre 2025 in 56 asili sparsi per le regioni. Il programma verrà poi esteso a livello nazionale a partire dal 1° settembre 2026.

Qual è il progetto della Russia per estendere la propaganda negli asili?

Il progetto si presenta estremamente dettagliato, soprattutto per gli educatori, è diviso in base all’età di riferimento. Per i bambini dai 3 ai 5 anni è prevista l’introduzione dei concetti quali l’unità nazionale e la difesa della patria, basandosi sul tema «Popoli della Russia». Per i bambini più grandi, invece, i concetti trattati saranno più dettagliati, con precisi riferimenti storici. Il programma, tuttavia, non si limita a questo. Verranno introdotti giochi, momenti di discussione guidata e indovinelli. Un’educazione patriottica che, come indica il progetto stesso, deve essere continuativa anche a casa.

L’idea, pur non essendo lontana dal normale operato propagandistico russo, è stata avanzata nell’ottobre del 2024 da una docente. Quest’ultima, durante un incontro tra Vladimir Putin e alcuni finalisti del concorso nazionale per insegnanti, ha suggerito di estendere le «Conversazioni sulle cose importanti» anche ai più piccoli. Il presidente russo, entusiasta dell’iniziativa, l’ha definita «un serio inizio di un grande lavoro», sottolineando quanto sia importante trasmettere i giusti valori già in tenera età.

La convinzione che fosse estremamente importante iniziare a diffondere i valori patriottici fondamentali si è diffusa soprattutto pochi mesi dopo l’invasione dell’Ucraina. L’obiettivo, come è stato dichiarato, era di rafforzare il senso di appartenenza nazionale. In aggiunta, secondo le linee guida del ministro dell’Istruzione, le lezioni hanno lo scopo di formare cittadini fedeli alla patria, diffondendo una narrazione coerente con la posizione ufficiale delle autorità russe. Ora che il progetto è stato esteso anche agli asili, l’intero sistema educativo mira a compiere un passo ulteriore verso uno schema ideologico già in età estremamente precoce.

Stefania Cirillo