Gli Stati Uniti hanno gradualmente ampliato la portata dei loro attacchi contro l’Iran nel corso di due settimane di raid aerei punitivi che assomigliano sempre più alle prime raffiche di guerra. Dopo un breve cessate il fuoco a giugno, seguito alla firma di un accordo provvisorio per porre fine al conflitto, è scoppiata una battaglia per il controllo dello Stretto di Hormuz, che ha infranto la tregua e ha spinto i paesi sull’orlo di una guerra totale in tutto il Medio Oriente.
All’inizio di questo mese, gli Stati Uniti hanno lanciato intense ondate di attacchi contro la marina e le difese costiere iraniane, con l’obiettivo di indebolire la capacità di Teheran di attaccare le navi nello stretto, vitale per l’approvvigionamento energetico mondiale. Negli ultimi giorni, gli Stati Uniti hanno ampliato i loro obiettivi, colpendo ponti e infrastrutture nel sud del Paese e penetrando più a fondo nel centro dell’Iran e nella periferia della capitale, Teheran.
Il capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale (Snsc) iraniano, Mohammad Bagher Zolghadr, ha dichiarato che “le forze armate iraniane continueranno a colpire senza sosta fino alla resa totale del nemico” e che si tratta di una vendetta per la morte dei bambini iraniani a Minab. “Ogni colonna di fumo nella regione indica un obiettivo militare, di sicurezza o finanziario statunitense”, ha aggiunto, secondo quanto riportato dall’agenzia Fars
L’Iran continua a fermare navi nello Stretto di Hormuz
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di avere fermato quattro navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. “Quattro imbarcazioni, che avevano intenzione di transitare nell’area meridionale dello Stretto di Hormuz tramite una rotta illegale e pericolosa, sono state fermate nelle ultime 24 ore dopo che la Marina ha sparato colpi di avvertimento”, hanno dichiarato i Pasdaran a quanto riferito dalla televisione statale iraniana.
Nelle ultime ore segnate anche dalla ripresa dell’offensiva degli Houthi nel Mar Rosso, il governo italiano assicura, con il ministro Crosetto, che per evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran le navi italiane continueranno a pattugliare lo Stretto di Bab el Mandeb.
Gli houthi hanno colpito l’Arabia Saudita
I raid degli houthi sull’Arabia Saudita hanno colpito con droni e missili le infrastrutture petrolifere sul Mar Rosso, ha rivendicato il portavoce militare del movimento, Yahya Saree. Presi di mira i siti dell’Aramco di Jizan e Yanbu, ha precisati. Il portavoce ha minacciato un’escalation di attacchi nelle prossime ore e giorni.
Gli Houthi yemeniti hanno condotto operazioni contro gli impianti petroliferi della Saudi Aramco nelle città meridionali di Jizan e Yanbu. Lo dice il portavoce militare del gruppo, Yahya Sare. Non c’è stata una conferma immediata da parte saudita, sebbene alcuni filmati mostrino colonne di fumo nero che si alzano in aria dalla raffineria Aramco di Jizan, riportano diversi media. L’Arabia Saudita aveva precedentemente emesso brevi avvertimenti ai residenti di Jizan e Yanbu dopo che gli Houthi avevano minacciato ritorsioni contro il regno per gli attacchi di questa settimana.





