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La Spagna dichiara l’aborto farmacologico per telemedicina illegale e blocca il sito Women On Web

In Spagna l’Asociación de Clínicas Acreditadas para la interrupción del embarazo, ha dichiarato l’aborto farmacologico per telemedicina illegale, in quanto contrastante con la normativa vigente. Il governo spagnolo ha inoltre bloccato la piattaforma Women On Web, che si occupa di fornire informazioni sull’aborto, al fine di renderlo sicuro e accessibile per chiunque ne avesse bisogno.

Manifestazioni per il diritto all’aborto-Photo credits: VNews24

In Spagna l’aborto è stato legalizzato nel 2010. Secondo tale legge, l’interruzione volontaria di gravidanza è consentita su richiesta della donna entro la dodicesima settimana di gravidanza. Nel caso in cui l’aborto possa evitare rischi per la salute e la vita della donna o nel caso di malformazioni del feto, il termine è esteso fino alla ventiduesima settimana. Se la malformazione del feto è tale da non consentire la sopravvivenza al di fuori dell’utero materno è consentito abortire anche dopo la ventiduesima settimana. Stessa cosa nel caso in cui il feto sia affetto da malattia incurabile. Tuttavia la Spagna non sembra percorrere la strada del progresso. Recentemente infatti l’ACAI ha delineato l’aborto farmacologico per telemedicina come illegale, ribadendo la sua contrarietà rispetto alla normativa vigente.

Cos’è l’aborto farmacologico per telemedicina

L’aborto per telemedicina è un connubio tra l’aborto farmacologico e la telemedicina. L’aborto farmacologico implica l’utilizzo di pillole per porre fine a una gravidanza. La telemedicina consente agli operatori sanitari di supervisionare l’uso delle pillole per l’aborto tramite videoconferenza o consultazioni telefoniche. L’epidemia del Covid-19 ha portato nuovamente a parlare dei benefici che l’aborto farmacologico per telemedicina arreca, soprattutto alla salute della donna. Nonostante la sua comprovata sicurezza molti stati, tra i quali la Spagna, vietano l’accesso dei pazienti alla pillola abortiva tramite telemedicina.

Donne che manifestano per il diritto di aborto-Photo credits: IlPost

Il blocco del sito Women On Web

Per esercitare un diritto non basta che sia riconosciuto dalla legge. È necessario disporre di informazioni chiare che guidino i cittadini, e che consentano loro di esercitare al meglio e in sicurezza i propri diritti. Quando si parla di interruzione volontaria della gravidanza, questo aspetto in Spagna è totalmente violato. La Spagna infatti recentemente ha compiuto un ulteriore passo indietro, bloccando l’accesso al sito web dell’organizzazione per i diritti delle donne Women on Web, che fornisce informazioni sui servizi di aborto sicuro. Women on Web è un’organizzazione senza scopo di lucro che supporta le donne di tutto il mondo fornendo informazioni sugli aborti medici sicuri. Si tratta di un’alternativa legale e molto sicura per le donne che non hanno accesso ai servizi locali a causa di restrizioni legali o per le proprie situazioni economiche.

Women On Web-Photo credits: web

La denuncia di Women On Web

L’organizzazione internazionale Women on Web, con la rappresentanza legale della ONG Women’s Link, ha intentato una causa presso il Tribunale Nazionale per il blocco del suo sito web. Le organizzazioni denunciano lo Stato spagnolo per il mancato conseguimento dei suoi obblighi di informazione corretta riguardo i diritti sessuali e riproduttivi. L’Agenzia spagnola per i medicinali ha giustificato tale chiusura, sostenendo che Women on Web vendeva farmaci per l’aborto che richiedono una prescrizione. Estefanny Molina, avvocato dell’organizzazione Women’s Link, sottolinea che Women on Web mette in contatto persone che non possono accedere all’aborto sicuro nel sistema sanitario pubblico con un operatore sanitario. Tale operatore in seguito valuta il caso e la relativa possibilità di inviare una ricetta per l’interruzione della gravidanza, azione perfettamente legale nell’Unione Europea e in Spagna.

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