Cinema

“La stanza del figlio”, quando l’Italia vinse la Palma d’oro

Benvenuti nell’universo cinematografico di Movie Award. Prendiamo il nostro aereo e dall’America spostiamoci in Francia. Parleremo di un film italiano che è riuscito ad aggiudicarsi l’ambita Palma d’Oro a Cannes. Una vittoria giunta 23 anni dopo quella di Ermanno Olmi con “L’albero degli zoccoli”. Abbiamo dedicato questa puntata a “La stanza del figlio” di Nanni Moretti.

La stanza del figlio, il dolore familiare secondo Nanni Moretti

La vita di una coppia tranquilla viene sconvolta dalla perdita di un figlio per un banale incidente subacqueo. È la causa scatenante di una crisi dovuta ad un dolore grave che solo la perdita di un figlio può provocare. Un dolore raccontato con lucidità e potenza da Nanni Moretti, regista e protagonista di “La stanza del figlio”. Il regista romano è bravissimo a raccontare tutte le sfumature di questa tragedia come il senso di colpa, la solitudine, è il lento disgregarsi della propria quotidianità attraverso sequenze toccanti. Momenti forti come quello in cui i genitori assistono allo strazio della chiusura della bara del figlio morto o l’arrivo della amica del defunto in raccoglimento nella sua stanza che dopo la sua morte nessuno ha il coraggio di aprire.

Moretti riesce benissimo a portare sullo schermo la storia del dramma di un lutto e della sua elaborazione evitando di realizzare un semplice melodramma ma dimostrando la sua piena maturità di autore. Lo fa raccontando in tutta la sua essenzialità il senso della perdita facendo sì che il pubblico s’immedesimi pienamente con la coppia di genitori protagonisti del film. Un lungometraggio così diverso dagli ironici precedenti con una storia compatta e densa di significato.

Il trailer di La stanza del figlio, fonte Pedro Taquefilm

Il caso Mulholland Drive

La stanza del figlio” fu il grande film trionfatore a Cannes nel 2001 riportando in Italia la Palma d’oro. Un riconoscimento arrivato 23 anni dopo quello del capolavoro di Ermanno Olmi L’albero degli zoccoli”. Moretti riuscì a conquistare la giuria con il suo potente dramma familiare in cui tutto il mondo si poteva accomunare. Ovviamente questo non mancò di scatenare qualche controversia sull’assegnazione del premio.

In quell’anno infatti era in concorso alla Croisette il cult di David LynchMulholland Drive” . Un film simbolista e misterioso e forse il più bello di Lynch che conquistò la critica e fu di fatto inserito dalla Los Angeles Film Critics Association nei lista dei migliori film del primo decennio del ventunesimo secolo. Nonostante i pronostici favorevoli Lynch vinse a Cannes solo il premio alla regia con lo stupore di chi riteneva “Mullholland Drive” nettamente superiore a Moretti. Lynch comunque si rifece vincendo in Francia il Cèsar come miglior film straniero.

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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