Musica

Lacinskij, esprimere liberamente l’amore di 12 musicisti

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“Time” è il primo video estratto da “The Re-cover Session Vol.1”, il nuovo disco di Lacinskij. Cover del celebre brano di Tom Waits, “Time” ben rappresenta l’anima del disco: una collezione di 12 brani della storia della musica italiana e internazionale rivisitati da altrettanti cantautori. Come un caleidoscopio di momenti sonori, “The Re-cover Session Vol.1”(Doremillaro [sb]Recs) rappresenta per Lacinskij un nuovo capitolo destinato a proseguire la ricerca sonora già espressa in “Sound[e]scaping Vol. 1”, il disco d’esordio.

Mantenuto l’alter-ego polacco, l’artista siciliano (all’anagrafe Giuseppe Schillaci) ha condotto un’operazione molto più complessa, sperimentale e lontana dalle dinamiche del mercato musicale, coinvolgendo amici con cui aveva già avuto il piacere di rapportarsi artisticamente, sparsi lungo la penisola. Una musica anacronistica tutto sommato sincronica, suoni retrò, nostalgia a go go, tecnologia rigorosamente digitale che emula quella analogica, bassi elettrici e un’irrefrenabile voglia di scherzare con il suo linguaggio preferito, la musica, nel tentativo di soddisfare le orecchie di qualcuno e deridere le convinzioni estetiche dei contemporanei.

Lacinskij non vuole suonare attuale: è musica e basta, prima di tutto per sé, per sopravvivere, per creare divertendosi e per chi potrebbe avere voglia di ascoltare. Musica composta in solitudine, in autonomia, senza commilitoni di band da incontrare, da ascoltare e con cui discutere. Con la voglia di imitare intimamente, senza troppi clamori, il minimalismo, le colonne sonore dei videogiochi dell’epoca 8 & 16 bit, mischiando drum machine con casse dritte e sovrapponendo innumerevoli strati di synth, uno sopra l’altro. Ne abbiamo parlato insieme in questa intervista, con Lacinskij.

Dodici canzoni, e dodici cover: è forse un modo per sdoganare quel concetto per cui le canzoni restano sempre “intoccabili”?


Anche, ma è anche un modo per esprimere liberamente l’amore di 12 musicisti e autori per un brano che li incuriosiva o appassionava. Chi compone percepisce la musica in maniera diversa, per certi versi sicuramente più “forte”, soprattutto quando l’ascolto precede una reinterpretazione. È stato per me, quindi, un interessante esperimento lavorare a questo album. Ovviamente qualcuno potrebbe non riconoscersi in un brano mentre altri sì, ma qui non si parla di gusti ma di provare a rifare a modo proprio una canzone che ti ha colpito nella vita. 

Per undici canzoni sei accompagnato dai tuoi compagni artisti, ma La stagione dell’amore è rimasta solo tua: perché?


La verità è che all’inizio non volevo cantare ma ultimamente ho una nuova band, in cui suono il basso (The Elders Club: ne sentirete parlare!) e in cui canto. In altri due brani del mio precedente album ho sperimentato con la voce e, beh, dopo anni passati a suonare musica strumentale (nei Diane And The Shell) mi mancava. Ho molto da imparare ma anche da sperimentare. Per quanto riguarda Battiato, credo “Orizzonti Perduti” sia il miglior disco di pop elettronico mai scritto in Italia e forse anche fuori. All’inizio stavo lavorando al remake di “Campane Tibetane”, poi è venuta fuori “La Stagione Dell’Amore” in questa chiave punk elettronica e ho preferito sperimentare quest’ultima. 

La scelta delle canzoni è molto particolare, ricercata, sofisticata: qual è il filo che ha legato tutta questa ricerca?


In realtà ho lasciato carta bianca a tutti gli amici coinvolti. Non c’è stato un vero e proprio filo se non il mio modo di intendere gli arrangiamenti e proporli agli interessati. 

Lacinskij: sembra che tu non voglia suonare attuale, per te è musica e basta. Che rapporto hai con le epoche musicali, qual è il tuo tempo?


Che domanda meravigliosa. Non credo di avere un tempo se non un futuro in cui la società umana conosca giustizia ed eguaglianza e la fine del capitalismo. Sono convinto ci sia “musica di qualità” e “musica adatta al consumo”. Non mi interessano i consumi, mi interessa il genio musicale, non mi interessano i costumi musicali, i tormentoni di genere periodici e, per citare Battiato, “stupide galline che si azzuffano per niente” con tifo da stadio su questa o quella band in voga al momento. Bah, queste cose sono la rovina della musica…credo. 

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