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L’Alzheimer non è un gioco, ma giocare può aiutare

L’Alzheimer come ben sappiamo è una patologia che affligge moltissime persone, si pensi che dagli ultimi censimenti risulta che solo in Italia ne soffrano circa 600.000 persone, arrivando a 50 milioni nel mondo. Come sappiamo si tratta di una degenerazione neurologica che intacca soprattutto la memoria, ma col passare del tempo e l’avanzare della malattia possono emergere anche un disorientamento sempre più frequente, sbalzi repentini d’umore e depressione fino ad arrivare alla totale incapacità di prendersi cura di sé stessi.

Alzheimer: come possono aiutare i giochi da tavolo?

Partiamo dalla base: giocare. Chiariamo che, nonostante le apparenze, non è un’attività riservata solo ai ragazzi e alle ragazze o i più piccoli, anzi, molti studi dimostrano che per “continuare a crescere”, è necessario impiegare parte del proprio tempo anche nel gioco anche quando si è adulti. Il gioco è uno strumento non solo educativo e formativo, ma è molto utile nello sviluppo e nel mantenimento di un buono stato motorio e cognitivo: allena l’attenzione, la memoria e il ragionamento astratto; migliora il ventaglio di conoscenze, stimola la flessibilità in ambito lessicale e riduce lo stress.

Il rapporto di Asmodee Research

Asmodee Research è il progetto di ricerca promosso da Asmodee, uno dei principali editori e distributori globali di giochi da tavolo. Asmodee Research è a su volta uno dei principali partners del Game in Lab, il primo gruppo di ricerca sui giochi da tavolo il quale ha annunciato il 28 Gennaio 2021 i risultati del primo studio clinico (intitolato Cognitive – Adaptation – Behavior) dedicato alle potenziali applicazioni di questa particolare categoria ludica. Dai dati sono emersi incoraggianti benefici nei confronti dei malati di Alzheimer.

Dopo un anno di osservazione il gruppo di ricerca ha scoperto che giochi da tavolo, adattati (caratteri grandi e accessibilità ergonomica) possono migliorare il benessere dei malati di Alzheimer. I primi risultati indicano infatti che è possibile considerare i giochi da tavolo, se giocati con regolarità, come una vera e propria stimolazione cognitiva e comportamentale.

Una bella notizia per coloro che hanno in famiglia casi di Alzheimer e si sentono inutili e impossibilitati ad aiutarli: giocare non solo terrà compagnia ma forse aiuterà a combattere i sintomi.

Dario Bettati

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Dario Bettati

Laureato in Teorie e Pratiche dell’Antropologia e laureato magistrale in Discipline Etno-Antropologiche. Studioso e appassionato delle “declinazioni” più contemporanee e "Pop" della cultura e della società, divulgatore scientifico, ma soprattutto un grande e grosso NERD.
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