Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha partecipato ufficialmente all’apertura dell’anno che vede l’Aquila protagonista come Capitale italiana della Cultura. Al suo arrivo, il sindaco Pierluigi Biondi ha omaggiato il Capo dello Stato con una copia della Perdonanza di Celestino V, un gesto simbolico che lega immediatamente l’evento alle radici storiche profonde della città abruzzese.

Un riconoscimento che coinvolge “l’intera collettività”

Durante il suo intervento all’Auditorium, Mattarella ha evidenziato la presenza del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per esprimere un concetto imprescindibile: il legame indissolubile tra lo sviluppo economico e quello culturale. Secondo il Presidente, l’economia trae benefici diretti dalla cultura, la quale funge da motore e collante per l’intera civiltà. Ha, infatti, aggiunto: “investire in cultura vuol dire investire nello sviluppo della coscienza civile, investire in democrazia”. Il Capo di Stato ha evidenziato come il titolo di Capitale della Cultura non appartenga esclusivamente alle istituzioni, ma coinvolga “l’intera collettività”. Lo slogan che recita “un territorio, mille capitali”, include tutti i sindaci della Provincia, rendendo l’intera area un luogo di crescita condivisa.

Nel discorso pronunciato dal Presidente, sono state citate numerose figure del passato legate all’Abruzzo, affinché fosse accentuata l’importanza di quest’anno. Da Ovidio, per ricordare come la speranza possa durare a lungo nel tempo, a Celestino V per il valore etico del perdono. Non è mancato Ignazio Silone per la sua definizione di libertà e Mario Pomilio come invito a colmare i vuoti del male con l’amore. Come è possibile leggere su Artribune, Mattarella ha descritto la cultura come il rifiuto di ogni forza ostile che tenta di respingere l’umanesimo, esortando L’Aquila a guidare questo cambiamento.

Un prestigio ottenuto con lungimiranza

Il discorso del Presidente ha toccato anche il terremoto del 2009, lodando la tenacia dei cittadini aquilani. Una tenacia che li ha coinvolti in una ricostruzione che, ad oggi, trova gratificazione nel titolo di Capitale della Cultura. Non solo un titolo, ma un ulteriore stimolo di rilancio. Un’impresa che riguarda la città, così come il cuore stesso dell’Italia.

L’Aquila ha scelto di onorare il titolo avviando 300 iniziative in 300 giorni. La giornata inaugurale ha già offerto momenti spettacolari, come l’esibizione dei droni presso la Fontana Luminosa e la parata del gigante di luce Dundu. I prossimi mesi vedranno anche la restituzione fisica di spazi storici ai cittadini: il MuNDA (Museo Nazionale d’Abruzzo) tornerà nel Forte Spagnolo, mentre il Teatro Comunale e il Teatro San Filippo riapriranno le proprie porte. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli sottolinea “la felice coerenza dello spirito che alimenterà gli oltre 300 eventi”, indicando che “è un’occasione per proiettare una rinnovata coscienza sociale, morale perfino, sulla Provincia, sull’Abruzzo intero”. Il sindaco Biondi ricorda l’impegno e i 25 milioni di euro destinati dal 2017 alle politiche culturali, “con l’obiettivo di consolidare un percorso strutturale che mette al centro identità, innovazione e opportunità per le nuove generazioni”.

Stefania Cirillo