Venerdì il ministero degli Esteri dell’Armenia ha annunciato il riconoscimento dello Stato di Palestina. Riconoscere uno Stato significa avviare relazioni diplomatiche ufficiali che in genere prevedono lo scambio di ambasciatori o personale diplomatico, ma anche riconoscere formalmente la sovranità dei confini di quel territorio e il diritto all’autodeterminazione del popolo che lo abita.
Il ministero degli Esteri armeno ha motivato l’annuncio del riconoscimento con la crisi umanitaria in corso nella Striscia e l’obiettivo di favorire una «riconciliazione tra il popolo ebraico e quello palestinese». Ha parlato della soluzione dei due stati, quella che prevede una pacifica convivenza tra israeliani e palestinesi all’interno di due stati, uno israeliano e uno palestinese, finora al centro di tutte le trattative di pace degli ultimi decenni. Ha poi chiesto il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi «senza condizioni».
Il ministero degli esteri a Gerusalemme ha convocato l’ambasciatore armeno in Israele “per un severo rimprovero”. Lo ha fatto sapere il portavoce del ministero dopo la decisione dell’Armenia di riconoscere lo stato palestinese
Attualmente lo Stato di Palestina è riconosciuto da circa tre quarti degli Stati membri delle Nazioni Unite, ovvero da gran parte degli stati dell’America Latina, dell’Africa, dell’Asia e dell’Europa orientale. L’Italia non lo riconosce, ma ha comunque un ufficio consolare a Gerusalemme che «cura le relazioni che il Governo italiano intrattiene con le autorità palestinesi».





