Il governo australiano ha fatto causato alla nota multinazionale statunitense 3M a causa del presunto utilizzo di sostanze chimiche contenute nelle schiume antincendio. L’Australia, quindi, accusa la compagnia di aver contaminato decine di basi militari in tutto il paese. Il risarcimento richiesto è di 2 miliardi di dollari australiani (equivalenti a 1.226.660 euro). La causa si identifica come la più grande azione legale intentata dal governo, secondo quanto affermato dal procuratore generale Michelle Rowland. L’intenzione è di recuperare i costi rivelatisi necessari per la bonifica delle sostanze chimiche.

L’Australia accusa l’azienda 3M di aver fornito informazioni false riguardo le sostanze chimiche

L’Australia sostiene che 3M (acronimo di Minnesota Mining and Manufacturing Company) abbia volontariamente fornito informazioni false in merito al prodotto venduto e al conseguente impatto ambientale scaturito dal suo utilizzo. La compagnia, come riporta la BBC, ha in più occasioni sostenuto che la merce fosse sicura, pur essendo a conoscenza del contrario. Le sostanze chimiche a cui si fa riferimento sono le perfluoroalchiliche (PFAS) note per le loro caratteristiche idrorepellenti e oleorepellenti. Queste ultime, tuttavia, sono finite al centro di forti dibattiti a causa del loro notevole impatto negativo sull’uomo e sull’ambiente.

L’azienda ha affermato di non aver prodotto PFAS in Australia e, in aggiunta, di aver interrotto a vendita di schiuma in quel paese ormai venti anni fa. Eppure, il governo australiano non ha intenzione di fare alcun passo indietro. Rowland, inoltre, dopo aver annunciato l’inizio dell’azione legale giovedì, ha sottolineato che il governo è determinato a considerare 3M e 3M Australia responsabili «dei danni economi e ambientali associati alla contaminazione da PFAS». A causa della cattiva condotta dell’azienda, il paese si è trovato costretto a sostenere ingenti costi «per la difesa e per i contribuenti australiani, tra cui oltre 1 miliardo di dollari spesi finora per indagare, bonificare e mitigare la contaminazione da PFAS nei siti della difesa», ha aggiunto.

Seri rischi per la salute e l’ambiente

Anni prima, più precisamente nel 2022, 3M ha annunciato l’interruzione della produzione e dell’utilizzo delle sostanze chimiche di cui sopra. Le ragioni che hanno alimentato la scelta sono da ricondurre, come anticipato, all’impatto ambientale e ai danni seri che possono provocare alla salute, tra cui anche il cancro. Alla base della causa legale, l’Australia ritiene che 3M abbia continuato a fornire garanzie sul corretto smaltimento e sulla sicurezza, pur agendo diversamente. L’azienda ha affermato che «si difenderà da queste accuse attraverso vie legali».

Stefania Cirillo