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Lazio, avanti ma con calma

Importantissima vittoria in trasferta per la Lazio, che nella quarta giornata di Serie A ottiene l’intera posta in palio nella sfida contro l’Empoli al Castellani. I ragazzi di Simone Inzaghi bissano il successo contro il Frosinone, approfittano dei passi falsi di Roma e Inter e si portano a quota 6 punti in campionato.

Ciro Immobile in azione (PHOTO CREDITS: Ansa.it)

Decisivo il gol del vicecapitano Marco Parolo al secondo minuto della ripresa. Un successo fondamentale per la squadra capitolina, che conferma la tradizione positiva al rientro della sosta con Simone Inzaghi alla guida (11 vittorie, 4 pareggi, 2 sconfitte) e si regala tre punti che possono rivelarsi fondamentali nel corso della stagione.

Le belle notizie per i biancocelesti, però, finiscono qui: la squadra infatti, a parte la vittoria, è ancora lontana dalla migliore condizione fisica e mentale, nel primo tempo, in più di un’occasione, ha rischiato di andare in svantaggio (azione sciupata dall’empolese Miha Zajc e da segnalare il gol giustamente annullato per fuorigioco a Caputo), ha sprecato nitide occasioni per andare in rete (vedi i due pali colpiti nel finale di primo e secondo tempo da Wallace e Correa, oltre al gol sciupato da Marusic) e allo scadere è stata letteralmente salvata da un provvidenziale Strakosha che ha fatto una parata da tre punti, immolandosi sulla botta sicura a due passi dalla porta di Caputo.

C’è anche da dire che gli uomini di Inzaghi sono stati graziati da un Empoli poco concreto e sciupone, quindi benissimo questa seconda vittoria di fila, ma la prestazione è da rivedere, come contro il Frosinone: adesso è il momento di cambiare marcia!

Discutibile soprattutto l’atteggiamento mostrato dalla Lazio nel primo tempo e dopo il gol di Parolo, e da criticare gli ennesimi black out della squadra nel finale di gara: una squadra rinunciataria contro una neopromossa, che è sembrata appagata dall’unico gol realizzato e preoccupata soprattutto a non prenderle e a lasciare intatto il bottino, piuttosto che a chiudere in anticipo la partita con altri gol. Una mentalità più da provinciale che da grande squadra che ambisce ad un posto in Champions League! Non a caso Simone Inzaghi è apparso piuttosto nervoso a bordo campo e abbia esortato ripetutamente i suoi giocatori a salire e attaccare.

Simone Inzaghi (foto dal web)

Una parziale giustificazione a questo atteggiamento remissivo può essere data dall’impegno di giovedì prossimo in Europa League contro i ciprioti dell’Apoel Limassol all’Olimpico, che forse ha spinto i biancocelesti a risparmiare le energie fisiche. Parziale giustificazione dicevamo, perché non può essere questo l’approccio giusto per ambire ai primi posti. Se la Lazio avesse affrontato un avversario più ostico e cinico della squadra dell’ex romanista Andreazzoli, probabilmente i tre punti sarebbero sfumati e si sarebbe commentata un’altra partita.

Ancora una volta i tifosi laziali non hanno potuto ammirare le giocate di Milinkovic Savic e Luis Alberto, di nuovo fermi sulla sufficienza: soprattutto il serbo, nonostante abbia dato avvio all’azione che ha portato al vantaggio, è sembrato nervoso e a tratti egoista. Il neoacquisto Correa, entrato nella ripresa proprio al posto di Milinkovic, ha mostrato grande volontà di dare una mano alla squadra e una discreta tecnica, ma sul palo colpito nel finale poteva fare di più, perché poteva chiudere la partita e soprattutto perché dall’errore è nata una ripartenza dell’Empoli che poteva far male.

Da “Oscar degli Orrori” l’errore difensivo di Wallace allo scadere, che stava per mandare a monte la vittoria, salvata dall’eroico Strakosha: completamente errata la lettura del brasiliano sul cross, che ha permesso il tiro ravvicinato di Caputo pur essendo in netto anticipo. Purtroppo il difensore non riesce ancora a garantire sicurezza al reparto arretrato, e di questo passo il rischio di perdere il posto da titolare diventa sempre più probabile. Solita prova da applausi dell’intramontabile Lucas Leiva, capace come pochi di stoppare gli avversari, anticiparli e impostare il gioco: un faro come lui non può essere sostituito facilmente. Su Acerbi, inutile spendere altre parole di elogio: è lui il generale della difesa, il successore degnissimo di De Vrji. Adesso la testa va all’Europa League, nella speranza di ritrovare contro l’Apoel Limassol, oltre che la vittoria europea, anche il bel gioco.

Gian Battista Mannone

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