Dall’ inferno al paradiso in appena dieci giorni. Un tour de force Champions chiuso senza sconfitte e concluso con una vittoria contro il Milan dai mille significati. E intanto Ciro Immobile ricalca ancor di più i suoi contorni nella storia della Lazio

Il successo con il Milan con la Scala del calcio come unico palcoscenico in grado di contenere i mille significati e snodi narrativi. Il crollo in Scozia con il Celtic aveva scaraventato la Lazio nel momento più difficile della stagione. Per assurdo, però, proprio in quell’istante, i ragazzi di Inzaghi si sono risvegliati convincendo giornata dopo giornata.

La serata di ieri come prestazione perfetta quasi senza sbavature. Tante le note positive che fanno sorridere i tifosi biancocelesti, dall’ incantesimo rossonero sfatato ad un Immobile destinato a divenire un’icona sulla sponda biancoceleste del Tevere.

La sfida di giovedì con il Celtic di giovedì sarà decisiva per il cammino in Europa League. Un’ altro capitolo della stagione sta per essere scritto.

Sfatare un tabù con un 100 e lode

Per rompere un incantesimo lungo trent’anni serviva un qualcosa di magico e storico allo stesso tempo. In una serata da red carpet non poteva che essere Immobile ad aprire le danze. Una rete che in un attimo ha portato la storia dietro di ottant’anni.

Sì, perchè anche il mito (forse) irraggiungibile di Silvio Piola toccò quota 100 con La Lazio in una sfida con il Milan a San Siro del 1939, ma con un piccola differenza: a Ciro sono servite 147 gare per tagliare il traguardo, a Piola 148.

Un sigillo preparato con cura le cui provi generale erano andate in scena qualche minuto prima con una traversa clamorosa a Donnarumma battuto. Una notte da annotare negli annali, rovinata solo da un piccolo affaticamento muscolare che gli ha impedito di consolidare la posizione in vetta alla classifica marcatori, guidata comunque con 13 reti.

Qualche giorno fa, dopo la reti di Firenze, Ciro appena raggiunto Chinaglia sussurrava:

“Sono felice del mio lavoro e orgoglioso di aver raggiunto il numero di gol di Chinaglia, so che valore ha per i tifosi e la società, ci sono tante foto di lui a Formello e spero che ci saranno anche foto mie un giorno.” – Ciro Immobile ai microfoni di Lazio Style Channel

I record continuano a fioccare e per portarsi avanti con il lavoro Lotito ha già comprato le cornici.

In casa Lazio serviva un Mago

Immobile, ma non solo. Nelle strepitosa serata di San Siro Inzaghi ha riscoperto un faro capace di illuminare come due anni fa la Lazio. Luis Alberto è tornato a vestire i panni del mago incantando un po’ tutti. Accelerazioni, colpi di tacco, giocate di suola. Tutto il repertorio in soli 90 minuti.

Una prestazione che ha lasciato in molti a bocca aperta dove il meglio è stato lasciato alla fine: assist no look per Correa da far vedere a ripetizione nelle scuole calcio per tempismo e precisione.

Uno strapotere tecnico quasi imbarazzante per gli avversari a lunghi tratti incapaci di reagire alle invenzioni del numero 10. La classe al servizio del collettivo: lo sa bene el Tucu, il quale dopo aver cestinato un cioccolatino nel primo tempo, a cinque dalla fine ha saputo coronare al meglio l’ennesimo lampo di genio dello spagnolo.

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Correa sigla il definitivo 1-2- Photo Credit: Getty Images

Certo, ogni magia ha un costo e i ripiegamenti in fase di non possesso sono un aspetto ancora da migliorare, ma, se dopo aver rilanciato Correa, Luis riuscisse a far tornare ai suoi livelli anche Milinkovic, il divertimento per gli amanti del calcio sarebbe assicurato.

La freccia (bianco) azzurra

Chissà se Gianni Rodari ideando il romanzo della Freccia Azzurra abbia mai associato al famoso trenino elettrico il viso di un calciatore.

Qualora lo avesse fatto, indubbiamente quel giocatore avrebbe avuto i lineamenti di Manuel Lazzari, che in appena pochi mesi a Roma ha già vissuto almeno tre vite. Arrivato nella capitale come il colpo del mercato estivo, l’ex Spal ha iniziato alla grande prima di vivere un momento difficile, anche a causa del “ritorno” di Marusic.

La sosta delle nazionali, da molti criticata, in lui ha però prodotto i risultati sperati. Dopo essersi sbloccato a Glasgow ha fatto sua la fascia destra gettando nel panico le difese di Fiorentina e Milan.

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Photo Credit: Marco Rosi/Getty Images

Lo scorso anno era stato uno dei migliori assist man del nostro campionato, ma in biancoceleste per fornire il primo passaggio decisivo ha voluto attendere il gol numero 100 di Immobile.

Inzaghi ha ritrovato la sua freccia (bianco) azzurra pronta a colpire in velocità le difese avversarie.

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