Negli ultimi giorni ne sta parlando tutto il mondo, la vicenda legata allo scudetto assegnato al Genoa nel 1915 che la Lazio ancora oggi rivendica. In un momento dove il calcio è fermo e il suo futuro prossimo è in bilico il mondo sta parlando di un campionato che 105 anni fa non ha avuto un assegnazione regolare. Bbc, New York Times, The Guardian e Le Monde sono alcune tra le testate giornalistiche più influenti del mondo. La notizia è rimbalzata praticamente in tutto il globo facendo esplodere di fatto un caso. La vicenda ha avuto dei sviluppi, l’avvocato Mignona ha documentato la storia di quel campionato ritenendolo ingiustamente assegnato al Genoa.

Lazio, la storia del campionato mancato

Nel 1915 non esisteva il campionato a girone unico. Bensì era presente una divisione in base al territorio italiano. Il campionato settentrionale che includeva i club del nord d’Italia, il campionato dell’Italia centrale e quello dell’Italia centromeridionale. Quel campionato fu interrotto per via dell’entrata dell’Italia nella Grande Guerra. La Lazio prima della sospensione del campionato aveva già ottenuto il titolo di campione centrale e centromeridionale, qualificandosi per la finale scudetto. Al nord,nel momento della sospensione il Genoa era la capolista. Ma c’erano ancora in lotta Torino e Internazionale ad una giornata dal termine. Nonostante ciò il Genoa fu proclamato campione settentrionale. Per molti anni quello scudetto non venne assegnato, diventando di fatto un campionato annullato. Dopo qualche anno venne consegnato al Genoa senza un apparente motivo.

La documentazione di Mignogna

“A dispetto di quanti tuttora continuano a raccontare verità distorte, nonostante l’emergenza nazionale. È emerso che nell’annuario Ufficiale della Figc 1926-1927 a pagina 36, risulta inequivocabilmente esplicato e pertanto dotato di prova ufficiale l’assunto che il Genoa, con delibera post-bellica, fu reso esclusivamente campione Settentrionale 1914-1915. E non anche Campione Nazionale della medesima stagione.”

Così l’avvocato Mignogna ha esposto la sua documentazione. Ora tocca alla Figc cercare di mettere fine a questa situazione unica quanto bizzarra. Oltre un secolo dopo.

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