Basket

LBA and the Oscar goes to…

LBA Con il campionato fermo da settimane, non ci resta che sbizzarrirci nella nostra fantasia. E se tante volte il basket ci ha fatto vivere storie talmente belle che pareva di essere in un film, oggi vogliamo provare a dare i primi premi di una stagione non ancora conclusa, come se fossimo nella Notte degli Oscar. Perché cinema e pallacanestro, tuttavia, condividono la magia delle loro storie e il talento dei loro protagonisti.

LBA, Miglior film: Venezia e l’impresa delle Final 8

Venezia si aggiudica l’Oscar per il miglior film. Forse, più che film, favola è il termine giusto. Mai ,nella storia della massima lega italiana, una squadra era riuscita a vincere la Coppa Italia partendo dall’ottava posizione. Tre partite fantastiche, drammatiche. L’incredibile vittoria contro la Virtus dominatrice della Regular Season, con The Shot di Austin Daye dopo un tempo supplementare a deciderla. Poi, la solidissima partita difensiva contro l’altra super favorita, l’Olimpia Milano e, infine, la tiratissima finale contro Brindisi. Un cast eccezionale guidato dal maestro De Raffaele. Nonostante un’annata complessa, sotto le aspettative, i campioni d’Italia in carica hanno portato a casa il trofeo e regalato una gioia immensa e inaspettata ai propri tifosi.

LBA and the Oscar goes to...
La Reyer festeggia la prima Coppa Italia della sua storia
(photo credits: Repubblica)

LBA, Miglior Scenografia: Brescia, don’t stop me now

La Serie A ci ha insegnato come le squadre ,con minor possibilità di budget rispetto alle big, cambino di anno in anno. E’ il caso della Germani Basket Brescia, che ,però, è riuscita a mantenere l’ossatura della squadra per poi aggiungere qualche americano in estate. Dopo un magico terzo posto di due anni fa con un Landry MVP, Brescia veniva da una deludente dodicesima posizione.
Il grande lavoro di Alessandro Santoro e Marco Abbiati (rispettivamente GM e DS) ha fruttato l’arrivo Lansdowne, Cain e Horton. Tre giocatori importanti, che hanno dato una mentalità vincente e un’altra dimensione alla Leonessa. Strepitoso è stato anche l’impatto di coach Esposito che aveva il difficile compito di sostituire Andrea Diana, allenatore simbolo di questa società. Oggi, i biancoblu sono terzi, davanti a Milano, tanto per fare un esempio e non hanno intenzione di smettere di sognare.

Miglior attore non protagonista: Michele Vitali cuore e triple

Michele Vitali non è quel giocatore intorno al quale costruiresti una squadra. Non è un mangiapalloni, non è un tipo da isolamento. Michele Vitali è il compagno di squadra perfetto, uno dei migliori nel ruolo di supporting cast. Ottimo difensore, ottimo tiratore e grandissimo leader. Quest’anno particolarmente sta raccogliendo ciò che ha seminato. Infatti, ha ricoperto il ruolo di capitano nella finestra della Nazionale e lo ha fatto con grandissima presenza e leadership. E’ primo per percentuale da tre punti e tiro libero. Ha vinto il premio di miglior difensore della Supercoppa.
Gianmarco Pozzecco si fida ciecamente di lui e lo ha dimostrato. Noi siamo pronti a vederlo lottare con la maglia della Nazionale. Perché ,comunque vada, non si potrà mai rimproverare il cuore, l’impegno e la tenacia all’ex Andorra e Brescia.

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Michele Vitali carica il PalaSerradimigni
(photo credits: L.Canu)

Migliori costumi: Giorgio Armani e il tributo a Kobe

Si, avremmo preferito non vederle mai quelle divise. Dopo la tragedia del 26 gennaio, tutta la LBA si è mossa per omaggiare nel migliore dei modi il Mamba.
L’Armani Exchange Milano, infatti, si è presentata alle Final Eight di Coppa Italia, con una divisa speciale, inedita, in cui venivano ripresi i colori dei Lakers. Il miglior omaggio che un artista di fama mondiale e patron di una squadra così famosa potesse fare. Inoltre, le maglie sono state vendute all’asta e il ricavato devoluto all’associazione “Mamba On Three”.

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Nedovic, Cinciarini, Brooks e Rodriguez con la maglia dedicata a Kobe
(photo credits: LEGGO)

Miglior attore: and the winner is… Adrian Banks

Adrian Banks è il nostro MVP di questa parte di stagione e si porta a casa l’Oscar per la miglior recitazione e interpretazione del ruolo. Come per Joaquin Phoenix, anche la guardia di Brindisi ha rispettato i pronostici, perché stava disputando una stagione clamorosa. Miglior realizzatore della LBA con 21.2 di media, ha condotto Brindisi fino al quinto posto in campionato e alla finale di Coppa Italia con 25 di media. Un fuoriclasse difficilmente marcabile, un leader che ha imparato a prendere la squadra sulle spalle quando conta e a non tradirla. Money in the Banks, si diceva qualche anno fa a Varese e si sente anche dalle parte di Brindisi, quando la palla è nelle mani di Adrian.

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(photo credits: Ciamillo-Castoria)

Miglior regia: and the winner is… Sasha Djordjevic

Chi se non il direttore della fantastica orchestra della Virtus Bologna. Un mercato importantissimo. L’arrivo di Markovic e Teodosic per essere la rivale più significativa dell’Olimpia Milano. Esatto, la rivale. Nessuno si sarebbe mai aspettato un rendimento da 18 vittorie e 2 sconfitte e un assoluto dominio della Regular Season. La Virtus ha messo la testa avanti dopo le prime giornate e non ha più voltato lo sguardo. Ha battuto la squadra di Ettore Messina e dominato il derby con la Effe, che sappiamo valere tanto. Un lavoro praticamente perfetto di Sasha. Si è circondato di giocatori fidati, ai quali ha trasmesso la fame e la faccia tosta che aveva da giocatore e li ha resi capaci anche di 10 vittorie consecutive. Rimane la delusione per la sconfitta ai quarti di finale di Coppa Italia contro Venezia e in finale di Coppa Intercontinentale contro Tenerife, ma non sono due partite a cambiare il giudizio di una stagione incredibile come questa.

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(photo credits: Eurohoops)

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