Cultura

Le donne ignorate: poesia emancipatrice

Dal Medioevo al Rinascimento, in questo breve excursus abbiamo trattato le donne ignorate, messe in disparte dalla società, dalla politica e dalla cultura.
Il Rinascimento, come abbiamo accennato in questo articolo, fu un’epoca violenta e di divisione, ma anche un periodo in cui le arti fiorirono. A beneficiarne furono anche le donne, che pian piano vedono crescere il potere della propria voce o penna.
Questo è il periodo in cui, accanto all’immagine di cortigiana e strega, si affaccia un modello di poetessa nuovo, più consapevole.

Rinascimento tavolo - Photo Credits: web
Rinascimento tavolo – Photo Credits: web

Il ri-nascimento delle donne

La donna è sempre stata raccontata e giudicata dall’uomo. Eva, demonio, strega.
Le donne non avevano una voce abbastanza forte per superare quella della Chiesa. La Chiesa infatti aveva una forte influenza sull’opinione pubblica e scandiva mode e pensiero.

La donna visse un periodo di discreta libertà intellettuale, che coincise con la scoperta della stampa. L’invenzione della stampa garantì la crescita di un pubblico e maggior libertà nella diffusione del sapere, prima quasi tutto sotto il controllo della Chiesa.

Con la rapida espansione dei brevetti, la stampa arrivò in Italia nel 1465 e divenne lo strumento privilegiato per l’accesso al sapere, in particolare di donne, scrittrici o lettrici.

Erano stati fatti passi avanti verso la modernità.

Cosa significò la Riforma per le donne?

La Chiesa era diventata una realtà corrotta dal potere temporale e la Riforma pretendeva un cambiamento. Nel discorso riformista il contatto con Dio appariva più intimo, diretto. Questo aspetto della vita spirituale attirava molte donne in tutta Europa.

Non c’era più bisogno di un intermediario con Dio, la lettura della Bibbia era privata. Non a caso si può notare un fenomeno di laicizzazione della scrittura femminile: diminuiscono le scritture delle sante e aumentano quelle laiche.

Voci di donne, ma quali donne?

Non tutte le donne ebbero la stessa possibilità di farsi sentire. Le donne di cui stiamo parlando sono colte e nobili, insomma parliamo delle donne che avevano il tempo di coltivare lo studio, la lettura e la scrittura.
Non c’era una società paritaria, ma una convivenza basata sul potere economico.

Per dirlo con le parole di Leonid M. Batkin:

“L’ideali antropologico del Rinascimento è un modello di individuo e non di società”

Il modello individuale, l’Io distaccato dalla società non è compatibile con la donna radicata nella famiglia, sempre affiancata da un uomo, sempre all’interno della gabbia sociale soffocante.

Non per questo le donne sono un gruppo silente, al contrario la volontà è proprio quella di presentarsi come gruppo a sé, di parlare e di essere autorizzate in nome delle altre.

V. Cox, in Lyric Poetry by Woman of the Italian Renaissance, scrive che “le donne colte non sono più rade isole, ma costituiscono un
arcipelago fitto e compatto che conta poetesse, scrittrici, scienziate,
pittrici, musiciste, animatrici di circoli e salotti culturali e politici,
educatrici (soprattutto nei monasteri)”.
Racconta di “un arcipelago che ancora non riesce a trasmettere le proprie conquiste al continente delle masse”.

Donna con disegno - Photo Credits: web
Donna con disegno – Photo Credits: web

Pari dignità

Esisteva una pari dignità letteraria e artistica?
Il pregiudizio limitava i complimenti a dei toni paternalistici.
Se ne lamentava Chiara Matraini, poetessa, in una lettera scritta nel 1560. Nell’epistola lamentava le lodi superficiali ricevute e chiedeva il beneficio di essere critica come un uomo.

L’uguaglianza era ancora molto lontana.

Le donne, nell’imitazione del modello petrarchesco, cercavano di mettere alla prova la loro capacità nel maneggiare le lettere.
Dalla poesia emerge una forza di auto rappresentazione femminile.

Vittoria Colonna - Photo Credits: web
Vittoria Colonna – Photo Credits: web

La poesia delle donne

Estromesse dalla politica, le donne si distinsero nella poesia e aspirarono a una libertà guidata dalla spiritualità. Potremmo dire che le donne rappresentano il lato del Rinascimento non violento.

La lirica consente alle donne che scrivono di emergere con i lineamenti della loro individualità. Per scrivere però bisognava aderire a un codice maschile, quello di Petrarca.
Il modello da seguire è quello strutturato nel Canzoniere: la divisione in vita e in morte, il tema amoroso e l’ordine cronologico.

Ci sono poi quegli esempi di rottura e di ribellione, nati da ambienti vivaci e più liberi.

La città delle donne

Un’ambiente maturo e in fermento era Venezia. La spinta di innovazione deriva da un solida base economica autonoma, diversamente dalle altre realtà italiane.
Non le rimane che testare il proprio valore nel campo culturale.

Venezia investì in arte, pensiero e scrittura.
Nel 1469, con il privilegio concesso dal Senato, Venezia diviene il luogo ideale per la produzione a stampa.
Moltissimi dei testi a firma femminile sono stampati proprio a Venezia, città che promuove e diffonde la figura e il modello di donna nuova, colta e scrittrice.

Prossimamente affronteremo donne facoltose e donne umili e come si muovono nel campo dell’editoria. Da lavoratrici in aziende di carta, a ricche benefattrici e poetesse, percorreremo in orizzontale lo scenario italiano, tutto rigorosamente al femminile.


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