Negli ultimi giorni Pechino e le aree ad essa circostanti sono state flagellate da piogge fortissime. Stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa cinese Xinhua, almeno trenta persone sono morte a causa delle condizioni meteorologiche estreme. Nella sola capitale, le forze dell’ordine hanno evacuato più di ottantamila persone, mentre i temporali hanno danneggiato trentuno tratti stradali e interrotto la fornitura di energia elettrica in centotrentasei villaggi.

I rovesci hanno avuto inizio lo scorso sabato, e hanno provocato gravi danni ad abitazioni e raccolti, in particolare nei distretti più rurali e montuosi a nord della capitale. Le zone maggiormente colpite sono Miyun e Yanquing, oltre che la vicina provincia di Hebei. «Sabato sera sono cadute forti piogge, allagando alcune case della città», ha affermato Cui Di, vice capo del comune di Shicheng, nella zona più colpita di Miyun. Cui ha lavorato instancabilmente per aiutare a trasferire i residenti in zone più sicure.

Fortissime piogge a Pechino, l’appello del presidente Xi Jinping

Le informazioni sono, almeno per il momento, piuttosto frammentarie, anche perché il governo cinese tende a limitare la pubblicazione di notizie riguardanti i disastri naturali. Nei giorni scorsi sono però trapelate voci di altri morti anche nella provincia settentrionale di Shanxi e nella città di Jinan, nell’est del Paese.

Lunedì, il presidente Xi Jinping ha impartito importanti istruzioni in merito al controllo delle inondazioni e ai soccorsi in caso di calamità. Ha sollecitato sforzi straordinari per garantire la sicurezza della vita e delle proprietà delle persone nella lotta contro le inondazioni provocate dai disastri geologici che sempre più spesso colpiscono alcune parti della Cina.

Federica Checchia