Il regista canadese David Cronenberg è considerato un maestro indiscusso del body horror grazie ad alcuni film che sono ritenuti delle pietre miliari della storia del cinema. A più di 80 anni continua a creare nuovi progetti e il 3 aprile uscirà al cinema il suo prossimo lavoro intitolato The Shrouds. In attesa di scoprire il suo ultimo film, ripercorriamo le migliori pellicole di David Cronenberg!

Ecco le migliori pellicole di David Cronenberg

pellicole david cronenberg - photo credits artesettima.it
La mosca – Photo Credits artesettima.it

Iniziamo con il film più famoso e apprezzato del regista, La mosca del 1986. Probabilmente la pellicola che lo ha consacrato re indiscusso del body horror. La trasformazione dello scienziato, interpretato da Jeff Goldblum, in una mosca ha causato incubi in molti spettatori. Ma la realizzazione di questo ibrido è resa talmente bene che è valsa al film il premio Oscar come miglior trucco. Proseguiamo con Videodrome del 1983. Un altro horror disturbante in cui c’è la fusione della carne umana con la tecnologia. Il film vuole portare anche a una riflessione su cosa siamo disposti a guardare pur di intrattenerci in anni in cui la televisione è l’elettrodomestico più importante della casa. Infatti nella pellicola, il proprietario di una TV via cavo scopre che esiste un segnale pirata che trasmette solo video e immagini di torture e morti.

Altro film da non perdere per gli amanti del body horror è Il demone sotto la pelle del 1975. Un piccolo parassita riesce a inoculare nelle sue vittime un liquido che risveglia gli istinti animaleschi tenuti a bada dalla razionalità umana. Passiamo a una pellicola fuori dal classico stile di Cronenberg, M. Butterfly del 1993, basata sull’omonimo dramma teatrale. Un’opera drammatica e sentimentale che mette in scena una storia d’amore atipica e struggente. Concludiamo con A History of Violence del 2005 con Viggo Mortensen come protagonista. Un uomo sventa una rapina e viene considerato un eroe ma in realtà nasconde un passato ombroso e violento. Anche qui è centrale il tema del cambiamento, in questo caso però non fisico ma psicologico.

Laura Stella

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