Giorni fa, hanno fatto scalpore alcune dichiarazioni di Francesco De Gregori in merito agli artisti che, come Bruce Springsteen, si schierano esplicitamente dal punto di vista politico. Nel corso di un’intervista, il cantautore ha rivelato: «Trovo imbarazzante quando un uomo di spettacolo vuole schierarsi in maniera così netta e apodittica su questioni internazionali. Il proclama buttato giù da un palco mi lascia abbastanza indifferente. Gli artisti che vogliono sensibilizzare il pubblico, perché? Non è abbastanza sensibile per conto suo? Bisogna dirgli che Springsteen è contro Trump?».
Ha poi citato Bob Dylan e Walt Whitman: «Bob Dylan non mi sembra faccia grandi proclami, ma saranno cazzi di Bob Dylan. Io non mi sento superiore a nessuno per dire che posizione prendere su Gaza o sull’Iran. Ho le idee confuse e mi sembra onesto avere le idee confuse. Per citare Walt Whitman: contengo moltitudini. Il mio pensiero non è totalitario e non mi sento in grado di dare lezioni. Né mi va di prenderle da un cantante o da un uomo di cinema».
Elisa non è d’accordo con Francesco De Gregori
Le sue parole hanno riacceso il dibattito, mai sopito, in merito a quanto sia giusto, per musicisti, attori, e appartenenti allo showbiz, servirsi della propria cassa di risonanza per parlare di diritti civili, di guerra e di temi sociali. A tal proposito, Elisa ha un’idea ben chiara, che si discosta da quella del collega. Riguardo alle esternazioni di De Gregori, l’artista friulana ha dichiarato: «Credo sia una sua personale visione e penso che la sua sia una generazione che ha vissuto uno dei momenti in cui la musica era voce portante della beat generation, del ’68, del Summer of Love e di Woodstock. È curioso, ma Francesco per tante cose è un mio grande punto di riferimento. Io lo ascolto come se fosse un filosofo e per me lo è. Forse per una volta non sono molto d’accordo con lui».
Ha poi spiegato: «C’è chi ha combattuto per la libertà, come mio nonno partigiano che fu prigioniero a Buchenwald. Manifestare è parte della democrazia, è pericoloso quando aleggia anche solo il pensiero di renderlo illegale. Ho manifestato a Pordenone con i ragazzi per Gaza: ero in prima fila. Essere disarmato e avere la polizia che ti fronteggia in tenuta antisommossa fa impressione. Invece di rompere le costole a ragazzi così dovrebbero pensare a contenere i pochi violenti che ci sono. Forse è solo un caso, ma la Regione Friuli ha tolto i contributi al festival fluttuante che avevo organizzato l’anno scorso dopo che ho partecipato a quelle manifestazioni».
Il commento di Morgan
Più ficcante il commento di Morgan sulla questione. Il frontman dei Bluvertigo si è rivolto direttamente a De Gregori attraverso un video, pubblicato sui social. «Carissimissimissimo Francesco De Gregori, ti stimo, ti rispetto come artista importante per la cultura italiana», inizia Castoldi. «Vedi Francesco, tu non capisci perché gli artisti devono schierarsi politicamente. Oggi credo che tu non sia sufficientemente interessato alla questione perché non hai bisogno più di lottare. Dovresti ricordarti però che la lotta è la postura naturale per chiunque abbia quello slancio che si chiama spirito artistico».
«Il punto non è schierarsi, nessuno si schiera, si esprime la propria opinione di persone non condizionate, di persone coraggiose e pietose. Non si tratta di politica ma di impegno sociale e di forza delle idee», continua il suo discorso. «Tu dici che ti lascia indifferente, questo è grave. Perché dove c’è iniquità, schiavismo, dittatura, l’indifferenza pesa a favore dell’oppressione. Come può non importarti il genocidio di Palestina? Perché tu non lo vedi e non lo subisci (…) Allora dov’è quell’intelligenza che un tempo ti faceva commuovere?». Conclude poi con un affondo: «Quello che sei diventato è dovuto al fatto che hai molto pubblico, che ha creduto che tu fossi dalla parte dei più deboli e dei loro bisogni più esistenziali. Da quale particolare si giudica un cantautore? Dal fatto che scrive canzoni a cui non crede? Non me ne vanterei sinceramente».
Federica Checchia





