Galeotto fu Tony Effe. L’invito, poi ritirato, al rapper romano a partecipare al Concerto al Circo Massimo ha scatenato una polemica di enorme portata, che ha coinvolto quasi per intero il panorama musicale, tra abbandoni (Mahmood e Mara Sattei) e dichiarazioni di diversi artisti in merito alla presunta censura da parte del Comune di Roma. L’onda lunga di questo episodio ha raggiunto, indirettamente, anche Jovanotti e Morgan, ora al centro di una nuova querelle.
Tutto è partito da Lorenzo Cherubini, ospite di Francesca Fagnani a Belve. Durante l’intervista, il cantautore toscano ha difeso l’ex membro della Dark Polo Gang, definendolo l’espressione di una nuova generazione. «In realtà sono colleghi, Mozart e Tony Effe», ha azzardato, «In uno spettro molto ampio, per come vedo io le cose lo sono. Sono colleghi. Questa cosa che Mozart e Tony Effe sono colleghi ce la ritroviamo in giro sicuro, credo per sempre. Quando io avrò novant’anni, se ci arriverò, la ritireranno fuori sicuramente. Quindi la confermo. Lo rivendico adesso e pure quando avrò novant’anni. Anzi sono convinto che a Mozart “Sesso e samba” non sarebbe dispiaciuta. Non del tutto.»
Jovanotti “paragona” Tony Effe a Mozart: la replica di Morgan

Parole probabilmente ironiche, che però non sono andate giù all’ex leader dei Bluvertigo. Durante il suo intervento alla Oh-Oh Open Night del Cineporto dell’Emilia Romagna, dedicato all’importanza delle colonne sonore di John Williams, ha risposto alle affermazioni di Jova.
«Jovanotti dice che Tony Effe è collega di Mozart?», ha ripetuto dal palco, «Sta parlando di marketing, non gliene fo**e niente della musica. È legittimo dire no al suo concerto perché i testi non piacevano. L’arte va giudicata. Se uno fa schifo, va fuori. Quello che non si deve giudicare è la vita privata. Se uno come Tony Effe lo pubblicano è perché vende, sono interessi monetari, ma la musica è da un’altra parte.».
«Non possiamo accettare che l’arte si riduca a slogan vuoti o testi privi di profondità.», ha poi proseguito, «La musica è un mezzo per educare e innalzare l’animo umano, non per normalizzare il degrado.».
Il dibattito sulla musica
«Paragoniamo ciò che Mozart ha lasciato alla storia con quello che rimarrà dei testi di Tony Effe.», ha infine concluso, «Siamo davvero pronti a difendere una cultura che rinuncia alla bellezza, alla complessità, alla profondità per abbracciare il facile consumo e l’assenza di valori?».
Jovanotti ha risposto alle critiche con questa riflessione: «Anche il jazz e il rock sono stati considerati volgari all’inizio. Tony Effe rappresenta un linguaggio che parla a milioni di giovani. Chi siamo noi per giudicare cosa è arte e cosa non lo è? La cultura deve includere, non escludere».
Lo “scontro” tra i due ha dato vita ad un nuovo dibattito. Da una parte, c’è chi sostiene la necessità di un’educazione culturale e musicale, che nuovi fenomeni come la trap potrebbero minare. Dall’altra, invece, c’è chi sostiene che questi nuovi linguaggi riflettano il disagio ed i problemi della società odierna e, per questo motivo, vadano presi in considerazione. Voi da che parte state?
Federica Checchia
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