Nonostante le dichiarazioni pubbliche e le (non troppo) velate minacce del presidente degli Stati Uniti, le prime votazioni importanti dalla rielezione di Donald Trump si sono rivelate un successo per i Democratici. I loro candidati hanno vinto in tutte le principali competizioni, incluse quelle per i nuovi governatori di Virginia e New Jersey e per i sindaci di diverse città, prima fra tutte New York.

Il successo era in parte già annunciato, trattandosi di posti in cui il Partito Democratico è solito imporsi, ma questo rimane un risultato valido, oltre che un primo test circa l’operato dell’amministrazione Trump in termini di consensi.

I politici eletti rientrano in tutte le principali correnti interne al partito (progressisti, moderati, l’establishment): un’arma a doppio taglio che, com’è noto, rischia di far scricchiolare la stabilità dell’insieme ma che, almeno per il momento, ha condotto a esiti positivi. Questo parziale spostamento degli equilibri è molto rilevante in vista delle Midterm Elections, previste a novembre del 2026: mentre i Repubblicani proveranno a conservare la maggioranza al Congresso, i Democratici proveranno a recuperare almeno la Camera.

Zohran Mamdami è il nuovo sindaco di New York (nonostante le interferenze di Trump)

La vittoria più significativa in questa tornata elettorale è, senza alcun dubbio, quella di Zohran Mamdami, neo sindaco di New York. Giovane, socialista e decisamente più a sinistra della maggioranza del partito, piace molto all’ala progressista. Trump ha provato a influenzare la campagna elettorale, sostenendo apertamente l’ex governatore dello Stato Andrew Cuomo (che si presentava da indipendente), da lui ritenuto il candidato con maggiori possibilità contro il democratico, con buona pace dell’alternativa repubblicana. Il presidente è arrivato addirittura a minacciare un taglio dei fondi governativi destinati alla Grande Mela, ma le sue strategie sono servite a poco, e Mamdami si è imposto sugli avversari; il suo trionfo è una delle prime, grandi sconfitte di Trump, dal suo ritorno alla Casa Bianca.

Federica Checchia