Musica

Led Zeppelin, “Physical Graffiti” un album che cambiò il rock

Rock allo stato puro e tanta adrenalina: i Led Zeppelin si distinguono nella storia della musica per aver regalato alcune delle perle rock migliori di sempre.
Formatasi nel 1968, la band britannica è considerata una delle esponenti principali dell’hard rock, oltre che innovatrice del genere musicale.
Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e John Bonham – la morte del quale causò lo scioglimento della band nel 1980 – sono i 4 artisti che hanno contribuito a cambiare la musica nel mondo. Tra i loro album più importanti vi è sicuramente Physical Graffiti (1975).

Dopo anni di incisioni, pubblicazioni e tour senza sosta, i Led Zeppelin decisero di prendersi una pausa nel 1973. Trascorsero buona parte dell’anno senza lavorare su nulla.
All’inizio del 1974 registrarono nuovi pezzi presso la Headley Grange, un’abitazione rurale nell’East Hampshire, tramite uno studio mobile di proprietà di Ronnie Lane. Fu qui che l’ispirazione della band giunse a compimento: in breve tempo il gruppo completò otto tracce, sufficienti per un album. Un disco che avrebbe cambiato la storia del rock, inserendosi – secondo la rivista Rolling Stones – alla posizione n.73 dei 500 migliori album di tutti i tempi.

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“Physical Graffiti”, dall’idea alla pubblicazione

La pubblicazione dell’album fu tuttavia travagliata. Per pubblicizzare la nuova etichetta fondata dal gruppo, la Swan Song Records, il manager Peter Grant stabilì che il nuovo disco raccogliesse anche materiale registrato in precedenza ma rimasto inedito fino ad allora.
L’album, terminato nell’estate del 1974, necessitava tuttavia ancora di vari partiolari: titolo, copertina e distribuzione. Ciò tolse ulteriore tempo ai Led Zeppelin, che fecero slittare la pubblicazione all’anno successivo, il 1975.
Alla fine, per la copertina dell’album, venne ingaggiato Mike Doud della Album Graphics Inc.. L’artista scelse la fotografia della facciata di un palazzo situato al 96-98 di St. Mark’s Street a East Village, New York. La foto venne scattata di giorno sul fronte e di sera sul retro. Sul davanti si erge il nome Led Zeppelin sovrapposto in modo da sembrare un bassorilievo scolpito sulla facciata stessa.

Anche se ci volle diverso tempo prima di portare a termine il progetto, anche le scelte di distribuzione furono azzeccate.
Sulla confezione delle prime edizioni c’era una fustellatura da ambo i lati che consentiva di vedere, attraverso alcune finestre dell’edificio, varie fotografie stampate sulle buste interne. Ovviamente vi erano raffigurati i componenti del gruppo ma anche altri personaggi celebri e altri soggetti come animali o opere d’arte.
In un foglio a parte, anch’esso delle dimensioni della copertina, vi era scritta la lista dei brani, i crediti del disco e, sempre in corrispondenza delle finestre, le sedici lettere che formano il titolo dell’album. In pratica l’idea era quella di poter assemblare i vari elementi offerti per far sì che ognuno creasse la propria copertina personalizzata.

L’album simbolo del sound dei Led Zeppelin è “Physical Graffiti”

Physical Graffiti è un album entrato nella storia del rock non solo per la sua copertina: i brani sono un susseguirsi di emozioni, di vivacità, di intimità, di forza, di rock in ogni sua sfumatura.
Tra i brani rimasti più celebri c’è sicuramente Kashmir, annoverata al 140° posto nella lista delle 500 migliori canzoni secondo la rivista Rolling Stone.
John Paul Jones stesso affermò che il brano metteva in luce tutti gli elementi che avevano contribuito a formare il sound dei Led Zeppelin, mentre Robert Plant citò la canzone come una delle sue preferite.

Sulla scia del brano ci sono anche le altre tracce dell’album, come l’heavy metal The Wanton Song o la strumentale e intima Ten Years Gone.
Insomma, i Led Zeppelin sono rock e tanto altro ancora; la loro musica non smette di farci sognare e scatenare dopo tanti anni e nonostante il precoce scioglimento del gruppo.
Il disco Physical Graffiti rimane sicuramente uno dei migliori prodotti musicali della storia. E, si sa, di album come questi non se ne fanno più, perciò ancora oggi ne possiamo godere l’unicità e la bellezza.

Nicole Ceccucci

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