L’UE si esprime in merito alle -ancora- difficili condizioni della comunità LGBTQI+: l’uguaglianza sembra ancora essere un obiettivo ben lontano. Nella giornata contro l’omotransfobia la comunità Europea ha messo in chiaro alcuni dettagli.
Gli studi: la Giornata contro l’omotransfobia

E stato pubblicato proprio in questi giorni lo studio “LGBTIQ equality at a crossroads: progress and challenges” (L’uguaglianza LGBTIQ a un bivio: progressi e sfide). Questo paper, redatto dall’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali (FRA), dimostra come sempre più persone LGBTIQ+ si dichiarano in maniera più aperta rispetto a qualche tempo fa. Ma, allo stesso tempo, devono combattere ogni giorno contro situazioni di violenza.
Il rapporto è stato condotto su oltre 100.000 persone nei 27 Paesi dell’UE più Albania, Macedonia settentrionale e Serbia. In particolare, evidenzia che più di una persona su tre subisce discriminazioni nella vita quotidiana. Dato che, comunque è in leggero calo rispetto a due su cinque nel 2019. In ogni caso, la discriminazione rimane comunque invisibile, dato che solo una persona su dieci denuncia gli incidenti.
Ed è proprio a nome dell’Unione Europea che il capo della diplomazia ha denunciato il fatto che le persone della comunità “continuino a essere bersaglio di violenza, discriminazione e stigmatizzazione”. Soprattutto in un momento di “preoccupanti battute d’arresto e arretramenti su scala globale”. Ha comunque spronato ad agire per rimuovere gli ostacoli e i “pregiudizi strutturali”. Pregiudizi che limitano la partecipazione delle persone LGTBIQ+ ai processi politici e decisionali.
Marianna Soru
Seguici su Google News





