Il 16 e 17 aprile 2026, l’Europol, in collaborazione con i Paesi Bassi, ha condotto un’operazione coordinata per identificare e rintracciare i minori trasferiti o deportati con la forza nei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina, della Federazione Russa e della Repubblica di Bielorussia. In totale, sono state raccolte informazioni su quarantacinque bambini, che sono state condivise con le autorità ucraine per supportare le indagini in corso.
L’operazione ha coinvolto quaranta esperti di intelligence provenienti da diciotto Paesi europei e la Corte penale internazionale. L’Europol ha condiviso dettagli sui minori in questione con le autorità ucraine per aiutare lo svolgimento delle indagini, permettendo così il loro ritrovamento. Secondo il governo di Kiev, i bambini e le bambine sottratte alle loro famiglie dall’inizio dell’invasione russa, nel febbraio del 2022, sarebbero più di diciannovemila; le azioni del Cremlino possono essere ritenute un crimine di guerra.
Europol in azione: come si sono svolte le indagini per ritrovare i bambini ucraini
Scoprire le rotte attraverso cui i soldati russi hanno trasferito i minori, ha facilitato le operazioni di ricerca, e ha aiutato a individuare chi abbia ricevuto i bambini rapiti o dove questi potrebbero trovarsi. Secondo gli investigatori, alcuni di loro potrebbero essere stati costretti ad arruolarsi nell’esercito sovietico. Gli esperti di intelligence open-source partecipanti hanno compilato quarantacinque rapporti contenenti informazioni preziose che potrebbero portare all’individuazione di minori deportati, come ad esempio:
- Percorsi di trasporto utilizzati durante i trasferimenti forzati;
- Persone che hanno reso possibile la deportazione, come i direttori degli orfanotrofi;
- Unità militari che hanno assistito alle deportazioni;
- Individui che hanno accolto i minori deportati;
- Campi o strutture in cui i minori sono stati trasferiti;
- Piattaforme che mostrano foto di minori potenzialmente deportati;
- Unità militari russe in cui i minori deportati potrebbero ora combattere nell’ambito della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina.
Federica Checchia





