Esteri

Il Libano fa un passo indietro e ritorna in quarantena

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Il Libano torna in quarantena a una settimana dall’inizio della Fase 2, Beirut ha decretato oggi la chiusura totale del Paese. Riunitosi oggi alla presenza del premier Hassan Diab e del presidente della Repubblica Michel Aoun, il governo libanese ha decretato il blocco totale di ogni attività commerciale e produttiva da domani sera fino a lunedì sera. La causa di un rialzo dei contagi dovuti soprattutto, secondo i media, ad una gestione sbagliata nei rimpatri dei libanesi dall’estero. Negli ultimi giorni nel Paese dei cedri si sono registrati numerosi nuovi casi positivi che hanno fatto salire il totale a 890 infetti.

La fase 2 del Libano

Il Libano era entrato in Fase 2 il 4 maggio scorso prevedendo un piano scandito in cinque tappe. La decisione era stata presa soprattutto sotto la pressione delle violente manifestazioni di protesta da parte della popolazione strangolata dalla crisi economica dovuta al lockdown. Una settimana fa, dunque, avevano riaperto i ristoranti (ma solo al 30% delle loro capacità ricettive), i barbieri (dal lunedì al mercoledì), estetisti e parrucchieri (da giovedì a sabato). Erano state riaperte altre attività commerciali come i concessionari di auto e i negozi di abbigliamento. Permesso alla popolazione di passeggiare sul lungomare, ma con l’obbligo di mascherina e distanziamento sociale. Le scuole, solo medie e superiori per adesso, avrebbero dovuto riaprire dal 28 maggio, così come l’aeroporto di Beirut dall’8 giugno. Il nuovo lockdown, tuttavia, ora sta mettendo in forse queste possibilità.

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