La situazione in Italia sta degenerando, soprattutto nel settore terziario, il turismo sta perdendo tanti punti ed iniziano i primi licenziamenti.

Purtroppo il nostro paese vive di turismo e questo lo sapete tutti, bloccare la maggior parte dei voli ed avere restrizioni da parecchi paesi europei e non solo, ha messo in ginocchio la maggior parte delle citta con varie cancellazioni all’ultimo minuto da parte di turisti proveniente da tutto il mondo. L’informazione italiana, di canto suo, non ha di certo aiutato all’immagine del bel Paese, oggi la situazione e’ critica e parecchi alberghi stanno dichiarando i primi licenziamenti a causa del coronavirus.

I primi licenziamenti per “colpa del coronavirus”

A Milano un’azienda licenzia un addetto “per il quasi totale arresto dell’attività a causa dell’epidemia”. La Cgil impugna il provvedimento. A Pisa l’allarme di un imprenditore del turismo: “Sono costretto a licenziare 21 dei miei 25 dipendenti”

Il primo caso di licenziamento è avvenuto a Milano. Il lavoratore di una società che gestisce appartamenti di lusso, utilizzati come alberghi, ha ricevuto una lettera di licenziamento da parte della proprietà con esplicito riferimento all’epidemia di coronavirus in Lombardia. In particolare, leggendo il testo, si apprende che l’azienda ha scelto di privarsi del lavoratore per i risultati economici che “registrano una perdita che impone operazioni di ristrutturazione”.

A questo, prosegue la missiva, “si è aggiunta in questi giorni, a causa dell’epidemia di coronavirus, la quasi totale cancellazione delle prenotazioni con conseguente quasi totale arresto delle attività, destinata a protrarsi per un tempo indefinito e comunque non breve”. La prestazione lavorativa dunque “non può più essere utilizzata proficuamente dall’azienda”, che licenzia l’addetto “per giustificato motivo oggettivo” e “con effetto immediato”.

L’altro allarme occupazione è arrivato da Pisa. “Devo licenziare 21 dei miei 25 dipendenti”, ha detto in conferenza stampa l’imprenditore Antonio Veronese, anche consigliere di Patto civico, che da anni opera nel settore del turismo. “In città non ci sono più turisti e questo si ripercuote sulle attività commerciali – ha spiegato -. È dura per me licenziare così tante persone, sapendo che tra di loro ci sono persone che hanno mutui da pagare o famiglie da mantenere. Eppure è una realtà comune a molte aziende”.

La tutela dei lavoratori licenziati con effetto immediato

“Da ieri, insieme all’Inps, stiamo monitorando gli sviluppi della situazione relativa al Coronavirus e studiando le contromisure da adottare per i lavoratori delle aziende situate nell’area interessata dall’ordinanza del Ministero della Salute d’intesa con la Regione Lombardia”. Lo dice il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo. “Una, l’abbiamo già individuata ed è quella di concedere loro la Cassa integrazione ordinaria (Cigo): trattandosi di un evento imprevedibile, qual è questo, non c’è bisogno di una norma ad hoc. È un primo ma tempestivo intervento che possiamo mettere in campo e siamo pronti a predisporne altri qualora ve ne fosse la necessità”, conclude Catalfo.

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