Cronaca

Sparatoria a Liegi: un uomo uccide due poliziotti e un passante

Ad aprire il fuoco stamattina a Liegi, in Belgio, sarebbe stato Benjamin Herman, un criminale comune conosciuto dalle autorità che era uscito ieri dal carcere grazie ad un permesso premio.

E’ di quattro morti il bilancio della sparatoria che stamane ha coinvolto la città di Liegi, in Belgio.
Secondo quanto riferito dai media belgi, e confermato dalle autorità, nella mattinata un uomo avrebbe ucciso due poliziotti a colpi di pistola e un passante e poi preso in ostaggio una donna prima di essere lui stesso ucciso.

I media locali, tra cui Vtm Newshanno reso noto che l’uomo responsabile della sparatoria a Liegi avrebbe gridato “Allah Akbar” prima di compiere il folle gesto che sarebbe, pertanto, riconducibile ad una matrice estremista islamica

Cosa è successo: prima lo scontro con i poliziotti poi il sequestro di una donna

Ancora da chiarire la dinamica dei fatti. I passanti fino ad ora ascoltati hanno raccontato che l’uomo era stato fermato dalla polizia, per un normale controllo, a rue des Augustines. Durante il controllo, egli sarebbe riuscito ad impossessarsi dell’arma di uno dei due poliziotti e a fare fuoco contro di loro, uccidendoli. Dopo, una breve fuga durante la quale ha ucciso anche un passante. L’attentatore si è poi rifugiato nel liceo Léonie de Waha, sempre a Liegi, dove ha sequestrato una donna delle pulizie.
Solo l’intervento degli uomini del peloton anti-banditisme (PAB) ha consentito di uccidere l’attentatore, senza alcuna conseguenza per la donna presa in ostaggio.

La Procura Federale indaga per terrorismo

Sull’accaduto le autorità di Liegi hanno aperto un’indagine, ora nelle mani della procura federale che starebbe trattando il caso come “terrorismo”
Il caso è stato affidato ai procuratori federali, perché ci sono elementi che vanno nella direzione di un attentato terroristico” – ha infatti spiegato Eric Van Der Sypt, il portavoce del procuratore federale.
Non solo il nome di Allah ma anche le modalità di esecuzione dell’attacco farebbero propendere per la matrice terroristica dell’attentato.

Secondo le prime informazioni, responsabile della sparatoria sarebbe Benjamin Herman. Si tratta di un uomo di 33 anni, più volte detenuto in carcere per diversi reati, che non avrebbero però a che fare con il terrorismo né con l’ambiente islamico radicalizzato. Non si può escludere, però, che Benjamin Herman si sia radicalizzato proprio in carcere, magari a contatto con altri detenuti. Proprio ieri, l’uomo era uscito dal carcere di Liegi per un permesso premio.

Solidarietà da parte del ministro dell’Interno belga Jan Jambon. “I nostri pensieri sono con le vittime di questo atto orribile. Stiamo lavorando per stabilire il quadro di che cosa sia accaduto esattamente” – ha riferito detto Jambon.

Sui fatti ha preso la parola anche i Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani nell’ambito di una sessione plenaria del Parlamento di Strasburgo. “Ancora non sappiamo se quello che è accaduto a Liegi è un attentato terroristico o meno, tuttavia siamo vicini al Belgio e alle famiglie delle vittime – ha commentato Antonio Tajani – Purtroppo ancora una volta in Belgio, ed in Europa, ci sono morti a causa di una violenza incomprensibile“.

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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